Attualità
28 novembre, 2025L'annuncio è arrivato da Cingolani: "Se noi vogliamo rispettare gli standard etici occidentali dobbiamo metter su queste tecnologie, sennò ci sterminano". Crosetto: "Le minacce sono di diverso tipo"
Leonardo lancia “Michelangelo Dome”, un nuovo sistema antimissilistico pensato per proteggere lo spazio aereo italiano ed europeo. Già dal nome il richiamo è al noto Iron Dome israeliano, quella “cupola di ferro” difficilmente penetrabile che protegge i cieli delle città israeliane. L’annuncio è arrivato ieri - 27 novembre - da Roberto Cingolani: “Se c'è un momento in cui bisogna investire sulla Difesa è questo. Lo dico essendo in conflitto di interessi, perché non sta finendo una guerra, ne sta iniziando una nuova”, ha detto il Ceo di Leonardo.
L’azienda italiana della Difesa mira a creare una sorta di protezione non materiale, basata su dati e tecnologie di ultima generazione. La “Cupola di Michelangelo” avrà l’obiettivo di intercettare eventualmente droni e missili di ultima generazione prima che colpiscano le città.
“L'impegno dei Paesi avanzati sarà garantire una società sicura, noi a livello europeo ci siamo proposti come catalizzatori di alleanze — ha insistito Cingolani —. Nessuno ce la farà da solo, non sacrificheremo mai mille giovani al giorno, non utilizzeremo mai un'Intelligenza artificiale non etica, ma i nostri avversari se ne fregano. Se noi vogliamo rispettare gli standard etici occidentali dobbiamo metter su queste tecnologie sennò ci sterminano”. Il Ceo di Leonardo ha calcolato “18 mila casi di attacco ibrido all’anno nelle grandi nazioni”.
Prima dell’annuncio, il progetto è stato discusso e illustrato con il ministro della Difesa Guido Crosetto. È un “importante progetto italiano”, ha spiegato ieri Crosetto in un punto stampa a Parigi, aggiungendo di starne “parlando con tutti i Paesi. Nel Michelagelo Dome "ogni Paese può integrare le tecnologie e tutti insieme cooperano nel dare un sistema di difesa avanzatissimo" per "ogni tipo di minaccia", ha aggiunto il ministro della Difesa, spiegando che ormai le “minacce sono di diverso tipo” e vanno “da quelle con un costo di tecnologia elevatissimo" a quelle “con scarsissime tecnologia letale”.
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