Attualità
26 gennaio, 2026Un migrante è stato soccorso in acque internazionali e trasferito in ospedale a Malta, mentre proseguono le ricerche delle capitanerie. La denuncia dalla fondazione Migrantes: "Stretti accordi con la Libia, eppure le barche partono dalla Tunisia". Il ministro dell’Interno: "Metà degli arrivi rispetto all'anno scorso"
Cinquantuno naufraghi: solo uno rimasto in vita, aggrappato a un pezzo della sua barca. È il bilancio provvisorio dell’ennesima tragedia avvenuta nel Mediterraneo centrale. Un migrante è stato soccorso vivo dalla motonave Star, in acque internazionali al largo della costa tunisina. Il superstite (con ogni probabilità l’unico) ha raccontato di essere partito giovedì scorso insieme ad altre cinquanta persone: di loro, al momento, non c’è traccia.
La testimonianza è stata raccolta da Alarm Phone dall’ospedale di Malta, dove l’uomo si trova ricoverato. La stessa organizzazione aveva lanciato nei giorni scorsi un allarme per la scomparsa di tre imbarcazioni, partite dalla Tunisia e poi svanite dai radar. Una di queste potrebbe essere proprio quella su cui viaggiava l’uomo soccorso. Le autorità maltesi hanno confermato il racconto: la barca si sarebbe ribaltata durante una tempesta, con i migranti rimasti in acqua per ore, travolti da onde molto alte.
Anche la Capitaneria di porto di Lampedusa sta effettuando perlustrazioni dalla serata di venerdì, senza però individuare corpi o relitti. Sulle traversate avrebbe pesato in modo decisivo il maltempo, aggravato dal passaggio del ciclone Harry, che nei giorni scorsi ha colpito il Mediterraneo centrale. Secondo Alarm Phone, sulle tre barche disperse viaggiavano in tutto circa 150 persone.
gli altri sbarchi e i numeri
Nel frattempo, Sea-Watch 5 ha soccorso 18 migranti su un barchino alla deriva nella zona Sar libica, tra cui due bambini piccoli. La nave della ong tedesca è stata indirizzata verso il porto di Catania. “Una storia a lieto fine”, ha commentato l’equipaggio, “mentre continuano ad arrivare notizie di decine di dispersi nel Mediterraneo centrale a causa del ciclone Harry”. Sea-Watch ha però ricordato di operare senza coordinarsi con le autorità libiche, citando le documentate violazioni dei diritti umani nei centri di detenzione. Così, prosegue l’ong tedesca, si espone al rischio di sanzioni in Italia.
Il presidente della fondazione Migrantes, monsignor Gian Carlo Perego, ha ricordato all’Adnkronos come dopo gli sforzi fatti per gli accordi con la Libia, le partenze si siano comunque spostate dalla Tunisia: “Ancora morti nel disinteresse dell’Europa”, è la denuncia del numero uno della Commissione Cei. “Dopo l’accordo con il governo di Bengasi, le partenze dei migranti scelgono le coste tunisine. Tra l'altro il numero di morti in questi giorni potrebbero essere quasi 400 per il tempo avverso”. Tra deceduti e dispersi, dal 2024, sarebbero 1.873, secondo l’Oim. Sulla stessa rotta, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di migrazioni ne conta 33.362 negli ultimi dieci anni.
Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto al meeting della Lega a Rivosondoli, “quest'anno, anche se siamo appena a un mese, si registrano la metà degli arrivi di migranti rispetto all'anno scorso, che pure erano al -60% rispetto al periodo critico dei due anni precedenti”.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Occorsio magistrato solo - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 30 gennaio, è disponibile in edicola e in app



