Attualità
30 gennaio, 2026Articoli correlati
Senza il telefono cellulare, ha dovuto percorrere un tragitto di sei chilometri: è arrivato dalla famiglia in ipotermia. L'autista è stato sospeso dall'azienda in via precauzionale
Restare a piedi a 11 anni, da solo, in pieno inverno ed essere costretto a percorrere 6 chilometri sotto la neve per tornare a casa. È quanto accaduto martedì 27 gennaio tra San Vito e Vodo di Cadore, nel Bellunese, dove un bambino è stato fatto scendere da un autobus perché sprovvisto del biglietto “olimpico” da 10 euro richiesto sulla tratta.
A confermare la vicenda è stata la stessa Dolomiti Bus, che ha annunciato l’avvio immediato di un’indagine interna. In una nota l’azienda ha spiegato: "Relativamente all’episodio di martedì 27 gennaio, Dolomiti Bus comunica di aver immediatamente attivato una commissione interna di inchiesta con il compito di accertare in modo puntuale e approfondito la dinamica dei fatti". La società ha inoltre precisato di essersi messa in contatto con la famiglia del minore e di voler fornire ulteriori chiarimenti una volta conclusi gli accertamenti.
La famiglia, intanto, ha sporto querela per abbandono di minore contro l’azienda e contro l’autista. A parlare è la nonna del bambino Chiara Balbinot, avvocata di professione: "Quello che è accaduto è veramente allucinante". Secondo la donna, il nipote non era affatto privo di titoli di viaggio: "Mio nipote aveva un carnet di 10 biglietti da 2,5 euro a disposizione" e, aggiunge, "sarebbe bastato obliterare quattro titoli di viaggio da 2,5 euro per raggiungere la cifra richiesta".
La madre del ragazzino ha ricostruito il rientro a casa del figlio lungo la pista ciclopedonale: "Era sprovvisto di cellulare ed è arrivato a casa con un’ipotermia, una temperatura di 35 gradi e in lacrime". Il bambino avrebbe camminato per oltre un’ora e mezza, arrivando a casa al buio e in forte stato di shock. "Ci fosse stata da pagare una multa l’avrei pagata, ma lasciare a piedi un bimbo così piccolo all’imbrunire, al freddo e con la neve in arrivo non ha giustificazioni", sottolinea la madre.
Nelle ore successive è arrivato un nuovo intervento di Dolomiti Bus: l’autista, dipendente della società La Linea che opera in subaffidamento sulla tratta Calalzo–Cortina, è stato sospeso in via prudenziale. "Il conducente interessato, suo dipendente, è stato prudenzialmente sospeso dal servizio", ha comunicato l’azienda, aggiungendo che i mezzi sono dotati di sistemi di videosorveglianza utili a chiarire l’accaduto.
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