Attualità
13 febbraio, 2026Articoli correlati
I rapporti tra ragazze e ragazzi sotto la lente dell'osservatorio della Ong e di Ipsos Doxa
Atteggiamenti e linguaggio violento, pressioni per farsi inviare materiale intimo e controllo della posizione tramite geolocalizzazione. Da un’indagine di Save the Children condotta in collaborazione con Ipsos Doxa emerge un quadro preoccupante sulle esperienze degli adolescenti in ambito relazionale.
Uno su quattro è stato vittima di atteggiamenti violenti in una relazione, che si tratti di schiaffi, pugni, spinte o lancio di oggetti. Non solo gesti, ma anche forme di controllo. Uno su tre è stato geolocalizzato dal partner, al 44% è stato chiesto di non frequentare alcune persone, al 43% di non accettare contatti sui social. Dati, questi ultimi, riferibili soprattutto ai ragazzi. Il 29% ha inoltre subìto minacce di gesti estremi in caso di rottura.
Dentro e fuori dalle relazioni. Oltre quattro adolescenti su dieci sono stati importunati con commenti e avances sessuali da qualcuno che li ha infastiditi. Una circostanza capitata ad una ragazza su due.
Ed è proprio la sfera sessuale ad essere tra le più delicate e problematiche. Partendo dalla violenza online, tra i punti caldi ci sono le pressioni per farsi inviare foto e video intimi, subite dal 28% degli intervistati. Sempre al 28% è capitato che sue immagini intime fossero condivise senza consenso mentre ben il 29%, quasi un adolescente su tre, si è sentito costretto almeno una volta a compiere atti sessuali indesiderati.
Una casistica riferita specialmente alle ragazze anche per quanto riguarda il senso di sicurezza negli spazi pubblici. Il 66% delle intervistate afferma di aver subito catcalling mentre il 70% si sente in pericolo per strada, il 64% negli spazi pubblici e sui mezzi pubblici, il 60% nei luoghi addetti al divertimento e il 46% sui social netword. Percentuali che - ad eccezione del valore che riguarda i social network - scende almeno del 10% quando si tratta degli intervistati di sesso maschile. Il senso di insicurezza manifestato dalle ragazze, equivale in molti casi a scelte e rinunce in nome della propria sicurezza. Quasi la metà sceglie di non prendere mezzi pubblici la sera da sola.
Ma qual è il background di chi mette in atto e di chi subisce violenza? Molto spesso un ambiente familiare fatto di tensioni, violenze e conflitti. Il 39% di chi descrive la propria situazione familiare come problematica ammette di usare un linguaggio violento così come il 30% dichiara di aver avuto nei confronti del partner atteggiamenti violenti. Circa il 10% in più di incidenza rispetto alla media del campione generale.
Quanto all'educazione affettiva, nonostante rispetto ai dati del 2024 sia migliorata la consapevolezza della differenza tra amore e possesso, soprattutto tra le ragazze, manca ancora la giusta formazione. Per il 79% un corso obbligatorio di educazione sessuale a scuola sarebbe utile per contrastare la violenza di genere.
''Ragazzi e ragazze in molti casi imparano e riproducono copioni di un repertorio violento - spiega Antonella Inverno, responsabile ricerca e analisi dati di Save the Children - con il risultato che dinamiche di possesso, controllo e aggressività nelle relazioni affettive rischiano di venire giustificate, normalizzate e messe in atto sia dai ragazzi che dalle ragazze".
"In questo senso, la pervasività della violenza che emerge dalla lettura dei dati impone una seria riflessione e maggiori approfondimenti sul contesto, le motivazioni e le sfumature interne al fenomeno - conclude - Tuttavia, sappiamo che le ragazze sono quelle che pagano il costo più alto, perché risultano più esposte all'insicurezza nello spazio pubblico, al giudizio sul corpo e alla violenza fisica e sessuale''.
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