Attualità
17 febbraio, 2026Ci vorranno due anni, almeno, per il suo ripristino. Gli appartamenti di via Chiaia coinvolti sono 25, alcuni crollati o investiti dalle fiamme, con un numero tra i 60 e i 70 sfollati
Centottanta anni di storia in fumo, in poche ore. Era il 1847 quando venne inaugurato il teatro Sannazaro di Napoli, a via Chiaia, il salotto buono della città. Questa mattina - 17 febbraio - è stato distrutto da un incendio. Hanno calcato le sue tavole i grandi della scena, da Eduardo Scarpetta a Eleonora Duse, fino a Peppe Barra, nei nostri giorni. Dagli anni '70 del '900 era stato acquistato da Luisa Conte, una delle ultime tra le grandi signore del teatro napoletano, scomparsa nel 1994, e l'impresario Nino Veglia, che lo ristrutturarono completamente.
Dopo gli enormi danni di oggi ci vorranno due anni, almeno, per il suo ripristino; lo ha dichiarato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, accorso sul luogo per offrire solidarietà alla proprietaria, Lara Sansone, nipote della Conte che col marito Sasà Vanorio gestisce la sala da tempo. I due per il momento hanno scelto di non parlare, si sono aggirati tutta la mattina attorno all'ingresso della sala ed erano in lacrime per l'accaduto.
Manfredi è venuto a confortare anche le decine di persone evacuate dagli appartamenti circostanti, forse quelli in cui si è verificato il corto circuito che sarebbe all'origine del rogo, presto divampato fino al Sannazaro per via del forte vento dell'alba napoletana. Le cause dell'incendio sono al vaglio degli inquirenti che non escludono alcuna ipotesi.
Sono 25 gli appartamenti di via Chiaia coinvolti, alcuni crollati o investiti dalle fiamme, con un numero tra i 60 e i 70 sfollati, svegliati dal fumo o dall'arrivo dei pompieri: «Poteva finire molto male se non fossero arrivati i vigili del fuoco, si rischiava una situazione simile a quella del Crans Montana» dice Tina, una delle persone costrette ad abbandonare l'abitazione. Il paragone con la tragedia avvenuta in Svizzera è esagerato, eppure le circostanze - le prime ore del mattino, le persone ancora a letto - potevano aggravare le dinamiche di abbandono delle case.
Al caffè «Salotto di Chiaia» il barman Massimo accoglie gli sfollati, in pantofole e vestaglia, già dalle 7: «Abbiamo allestito un centro di accoglienza improvvisato», spiega. «Sedie per gli anziani, aria condizionata calda, caffè e servizi igienici». Barbara ha con sé la madre anziana: «Per la fretta non siamo riusciti a portare le medicine per lei, ma è una roccia, ha resistito bene». Fortunatamente non ci sono vittime o feriti, a parte qualche lieve intossicazione.
La scena è così presa dal teatro. Nel silenzio della proprietà l'unico a parlare, in rappresentanza del settore artistico, è il capocomico Lucio Pierri, protagonista degli spettacoli di cafè chantant per cui è famoso il Sannazaro. Dice in lacrime: «Immensa tristezza, fino a due sere fa eravamo in sala. Oggi Lara e Sasà (i proprietari del teatro, ndr) non se la sentono di commentare ma mi hanno assicurato che ripartiremo presto. Chiedono alle istituzioni vicinanza e sostegno».
Gli appelli vanno presto a segno. Per quella che viene definita la «bomboniera di Chiaia» si mobilita subito tutta la città, mondo della cultura in testa. Maurizio de Giovanni, presidente del Premio Napoli, è il primo a intervenire chiamando a raccolta gli artisti: «In rappresentanza della fondazione Premio Napoli, e anche a titolo personale, mi dico disponibile da subito a qualsiasi iniziativa sia utile all’immediato ripristino del teatro» dice lo scrittore. «Chiamiamo a raccolta tutti, istituzioni, mondo della cultura e dello spettacolo, per una serie di rappresentazioni da fare negli altri teatri della città il cui ricavato vada integralmente devoluto a questa finalità. L'appello è rivolto a tutto il mondo della cultura: attori, registi, musicisti e produttori. Chiediamo adesioni esplicite».
Solidarietà arriva anche dal Teatro Di Napoli, lo stabile cittadino, per bocca del suo direttore Roberto Andò: «Oggi è un giorno di grande dolore per la cultura partenopea. L’incendio che ha colpito il teatro Sannazaro ci lascia sgomenti. Siamo vicini a tutti i lavoratori, agli artisti, le maestranze e al pubblico che hanno fatto vivere quel palcoscenico. Offriremo tutto il sostegno e la collaborazione possibili affinché il teatro torni presto a rivivere». La solidarietà dovrà presto trasformarsi in atti concreti; per adesso non si conosce il computo dei danni materiali, ma potrebbero ammontare a decine di milioni.
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