Attualità
5 febbraio, 2026Un braccio di ferro tra magistratura e Dap intorno ai libri che l’anarchico, detenuto al regime di 41 bis, può leggere o no. Lo scorso ottobre il magistrato di sorveglianza di Sassari aveva accolto il reclamo del detenuto contro il divieto impostogli dalla direzione della casa circondariale di ricevere quattro libri
È un braccio di ferro tra magistratura e Dap quello intorno ai libri che l’anarchico Alfredo Cospito, detenuto al regime di 41 bis, può leggere o no.
Lo scorso ottobre il magistrato di sorveglianza di Sassari aveva accolto il reclamo di Cospito, detenuto nel carcere di Bancali, contro il divieto impostogli dalla direzione della casa circondariale di ricevere quattro libri. Secondo il magistrato, il detenuto aveva diritto ad acquistarli e leggerli, e la direzione avrebbe dovuto provvedere immediatamente. Ma il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, nel giro di poche settimane, ha presentato ricorso contro il provvedimento. La motivazione: i libri richiesti non figurano nell’elenco dei testi consentiti ai detenuti sottoposti a regime speciale, il cosiddetto Modello 72.
Da qui, secondo il Dap, la piena legittimità del diniego opposto dalla Direzione del carcere. A sostegno di questa tesi viene richiamata una circolare del 2017, che riconosce alle Direzioni un’ampia discrezionalità nella valutazione dei singoli casi. Insomma, spetta al direttore del carcere stabilire se sia lecito fornire o meno al detenuto i volumi richiesti, sulla base di una valutazione legata ai contenuti. Anche perché nello stesso atto, l’Amministrazione ammette che ai detenuti è comunque riconosciuta la possibilità di richiedere libri non inclusi nell’elenco, a patto che siano acquistati tramite l’impresa di mantenimento dell’Istituto. Un aspetto tutt’altro che marginale, anche perché nei mesi precedenti Cospito aveva potuto acquistare altri volumi senza che fossero sollevate obiezioni. Ma allora perché, davvero, il Dap si oppone adesso?
Il dubbio che il diniego sia legato ai titoli scelti non regge. I libri in questione sono: Dio gioca a dadi con il mondo,L’incubo di Hill House, Gli altri figli di Dio e Ghost Story. Ovvero un saggio di divulgazione scientifica, un thriller psicologico, un romanzo letterario a tema religioso e un classico dell’horror. Difficile sostenere che in questi libri possano annidarsi profili di pericolosità o contenuti eversivi. E infatti il Dap non lo afferma. Si limita piuttosto a sostenere che i volumi richiesti avrebbero "carattere meramente voluttuario", non essendo "necessari per l’esercizio di diritti fondamentali".
Secondo questa impostazione, dunque, non solo devono essere censurati i libri che potrebbero mettere a rischio l’obiettivo del regime di 41 bis — ossia l’interruzione dei collegamenti tra detenuti appartenenti a organizzazioni criminali e l’esterno — ma anche quelli che il direttore ritiene superflui.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Occorsio magistrato solo - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 30 gennaio, è disponibile in edicola e in app



