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5 febbraio, 2026Il trattato, firmato nel 2010, vietava a Stati Uniti e Russia di alzare il numero di testate dispiegabili. Botta e risposta tra Putin e Trump. Ma lo scambio di informazioni era già finito nel 2022
“L’inverno sta arrivando”. Dmitry Medvedev, vice presidente del Consiglio di sicurezza russo ed ex presidente ricorda così, con una sequenza di game of Thrones postata su X, la scadenza del trattato New Start, che dal 2010, come estensione di tutti i suoi precedenti, impone un limite di 1.550 testate nucleari dispiegabili da Russia e Stati Uniti. Fino alla mezzanotte di ieri sera. “Ecco fatto - spiega Medvedev in un tweet a poche ore dallo scadere del trattato -. Per la prima volta dal 1972, la Russia (ex Urss) e gli Stati Uniti non hanno alcun trattato che limiti le forze nucleari strategiche. Salt 1, Salt 2, Start I, Start II, Sort, New Start: tutti nel passato”.
Il presidente russo Vladimir Putin ha già proposto che sia Russia che Stati Uniti continuino a rispettare i limiti stabiliti dal patto, pur non essendo più in vigore. Una proposta raccolta da Donald Trump solo su un piano informale: “Una buona idea”. Nel nuovo patto, poi, per il tycoon sarebbe bene includere, in quanto terza potenza atomica mondiale, anche la Cina. Ma Pechino si dice “non interessata a negoziati sul tema”.
Sono circa 5.100 le testate statunitensi, 5.400 le russe e tra le 500 e le 600 le cinesi. Uno scalino netto che aggiudica a Mosca e Washington tra l’80 e il 90% delle armi nucleari mondiali.
Cosa prevedeva il patto? Fino a 18 ispezioni all’anno che garantisca trasparenza ed evidenza della reale portata degli armamenti nucleari delle due potenze. Un regime di controllo e verifica da ambo le parti grazie a uno scambio periodico e regolare di dati.
La firma del trattato tra Obama e Medvedev (allora presidente) risale al 2010. Rinnovato poi nel 2021 dalla presidenza di Joe Biden, dopo che Donald Trump nel suo primo mandato si era mostrato poco interessato a farlo.
Nei fatti, un regime già sospeso dal 2022 con l’invasione russa dell’Ucraina. Da lì in poi, le ispezioni e le riunioni sono state interrotte da Mosca, che ha accusato gli Usa di sfruttare il meccanismo di verifica come strumento di intelligence. Nel frattempo, tutto fermo. Nessun negoziato all’orizzonte.
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