Attualità
5 febbraio, 2026Il settimanale, da venerdì 6 febbraio, è disponibile in edicola e in app
L’intelligenza artificiale va troppo veloce, l’uomo rischia di restare indietro. E il rimedio, secondo i geni delle Big Tech, è aumentare le potenzialità dell’uomo. Rallentare, dalle parti della Silicon Valley, non è contemplato. Così, mentre Elon Musk lavora da anni a impianti neuronali sottopelle, il ceo di OpenAI Sam Altman investe su un sistema di ultrasuoni in grado di connettersi direttamente al cervello, senza mediazioni. È il pensiero artificiale, la copertina del nuovo numero de L’Espresso.
Il progetto, racconta Marco Montemagno, rischia di creare un divario incolmabile tra chi avrà accesso a questa tecnologia e chi ne resterà escluso. “Il pensiero artificiale”, scrive il direttore Emilio Carelli, “non è un futuro lontano. È il mondo in cui i più giovani potrebbero vivere. Questa copertina è un invito a pensarci adesso, prima che sia qualcun altro – o qualcos’altro – a farlo al posto nostro”. I contorni tra algoritmi e intelletto umano sono sempre più sfumati, ma la mente, rassicura Giacomo Marramao, non è la nostra identità, non siamo puro cogito, ma anche cuore, passione. E carne. “La nostra essenza è corporea. Non si può comprendere la mente ignorando il corpo”, spiega Vittorio Gallese, professore di Neuropsicologia, intervistato da Sabina Minardi. Federica Bianchi affronta invece la questione dal lato geopolitico e delinea le strategie di Cina e Stati Uniti nello sviluppo dell’Ia, la battaglia sui chip e la sfida energetica globale.
Un’altra sfida, più locale ma non meno accesa, apre la sezione della Politica. È la contesa all’interno della maggioranza di governo, raccontata da Gloria Riva e Carlo Tecce. La partita si gioca sulle nomine e il momento è propizio per i fedelissimi del governo, come spiega Sergio Rizzo. Lorenzo Stasi racconta il divorzio tra Salvini e Vannacci e le rispettive affinità elettive con la galassia dell’ultradestra. Sono passati quarant’anni dalla prima udienza del maxiprocesso, un momento giudiziario che segnò un punto di non ritorno. Lo racconta il vicedirettore Enrico Bellavia, che nel suo editoriale commenta anche il disastro di Niscemi: c’è chi invoca il destino, ma l’abbandono, nel Mezzogiorno, è una scelta politica.
Come sta davvero Donald Trump? Provano a rispondere alla domanda Donatella Mulvoni e Manuela Cavalieri: per i suoi ha una salute di ferro ma ormai gli indizi convergono verso un quadro clinico compromesso. Di certo non lo sta aiutando la pubblicazione degli Epstein files, che rischiano di compromettere la candidatura di Kevin Warsh alla presidenza della Federal Reserve. Ne scrive Eugenio Occorsio. Daniele Mastrogiacomo ci aggiorna sul fronte venezuelano, dove la presidente Delcy Rodriguez sta librando i detenuti politici, poi darà il via libera alla privatizzazione del petrolio. Nonostante la tregua, Gaza è ancora il luogo più pericoloso al mondo per i bambini, racconta Antonio Fico. Le elezioni in Thailandia sono uno snodo cruciale per la stabilità democratica del Paese, le tensioni interne e i possibili scenari nell’articolo di Gianfrancesco Turano. Si vota anche in Bangladesh e a Roma Est lo sanno bene. Giuliano Battiston firma un reportage dal quartiere di Tor Pignattara, che ospita la più numerosa comunità bengalese in Europa.
Per la sezione Economia, il direttore Emilio Carelli dialoga con Marco Morrone, a capo del Fondo europeo degli investimenti. Guardare ai dati può farci tornare l’ottimismo. È quanto sostiene Claudio Cerasa nel suo nuovo libro. Lo ha intervistato Valeria Verbaro.
Le pagine della Cultura si aprono con un ampio articolo a firma Claudia Catalli sul film “Il mago del Cremlino”, diretto dal regista francese Olivier Assayas, con la sceneggiatura co-firmata da Emmanuel Carrère. Protagonista Jude Law nei panni del presidente russo Vladimir Putin. Un’indagine sul potere, la storia dell’ascesa dello Zar raccontata dal suo spin doctor. Sabina Minardi racconta il romanzo “Il mago del Cremlino” di Giuliano da Empoli. Un caso letterario (il libro uscì nel 2022 per le Éditions Gallimard): dopo aver venduto oltre un milione di copie, torna in libreria per Mondadori. A seguire, Giuseppe Fantasia svela in anteprima Arte Fiera Bologna, l’importante manifestazione di arte contemporanea giunta alla 49esima edizione, che ospita artisti e gallerie da ogni parte del mondo. Dal titolo “Cosa sarà”, in omaggio a Lucio Dalla. Nadia Cavalleri, invece, si concentra sulla prima personale dello street artist Nello Petrucci. Si conclude inoltre il viaggio de L’Espresso nei sentimenti, con la terza puntata realizzata da Damiano Scaramella, dedicata alle relazioni queer, alle joint family e alle costellazioni poliamorose. Infine, “Heated rivalry”, dal 13 febbraio su Hbo Max: l’attesissima serie tv, raccontata da Alessio Vannetti, indaga senza filtri né retorica il desiderio e il mondo dell’hockey, come macchina simbolica della mascolinità. Tra amore e identità.
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