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19 marzo, 2026Il politico, ex ministro, senatore, deputato ed europarlamentare si è spento in serata a Varese. Mattarella: "Fu un sincero democratico". Bersani: "L'avversario più dignitoso che ho avuto in vita mia, quello a cui ho voluto più bene"
È morto all'età di 84 anni il fondatore della Lega Umberto Bossi. L'ex politico e giornalista si è spento in serata a Varese.
Nato nel 1941 a Cassano Magnago, ha fondato la Lega Nord nel 1989, a due anni dalla sua prima elezione in Parlamento nel 1987. Bossi è stato due volte ministro delle Riforme: il suo nome resta legato alla lunga stagione politica delle rivendicazioni autonomiste del Nord.
Una lunga vita politica quella del "senatur", legata a doppio filo con la sua creatura, la Lega Nord, che negli anni di Tangentopoli cresce rapidamente puntando sul federalismo e sull'attacco ai partiti tradizionali.
Decisivo il rapporto con Silvio Berlusconi: prima l’alleanza del 1994, poi la rottura e, negli anni successivi, il ritorno al governo nel centrodestra come ministro delle Riforme. Nel 2012 arrivano le dimissioni da segretario. Appena l'anno dopo, nel 2013, si ricandida alle primarie della Lega Nord. Le perde: al suo posto, da allora, Matteo Salvini.
In un’intervista del 2016 a L’Espresso attaccò duramente proprio la linea di Salvini, suo erede politico, definendo "un grave errore" portare la Lega al Sud e criticando la trasformazione del partito in senso nazionale: "Come fa un partito nato contro il centralismo a diventare nazionale? È il contrario di quello che serve. Non ha senso portare la Lega al Sud, rischi solo di perdere i tuoi voti al Nord. Le elezioni romane sono la prova: Roma è la porta del Sud, a Roma non s'è preso un voto, e intanto abbiamo perso Milano. Le due cose sono collegate". Fu la stessa intervista in cui contestò anche l’alleanza con Marine Le Pen.
I procedimenti giudiziari
Accanto alla parabola politica, la vita pubblica di Bossi è stata più volte segnata da passaggi in tribunale. Negli anni Novanta viene coinvolto nelle indagini sul finanziamento ai partiti legate al caso Enimont ma anche in procedimenti anche per alcune uscite pubbliche: nel 1998 fu assolto nel processo per vilipendio al Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro, mentre nel 2018 fu condannato a 1 anno e 15 giorni di reclusione per vilipendio all'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Le note di cordoglio
Note di cordoglio e messaggi social dalle istituzioni e da ogni parte politica. «Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime il suo sincero cordoglio per la scomparsa di Umberto Bossi. Fondatore e animatore della Lega Nord è stato protagonista di una lunga stagione politica. L'Italia perde un leader politico appassionato e un sincero
democratico. Il presidente della Repubblica manifesta vicinanza ai familiari e a tutti coloro che ne hanno condiviso l'impegno nel suo partito», così la nota di Sergio Mattarella.
"Umberto Bossi, con la sua passione politica, ha segnato una fase importante della storia italiana e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo centrodestra. In questo momento di grande dolore, sono vicina alla famiglia e alla sua comunità politica". La premier Giorgia Meloni posta sui social il suo messaggio di cordoglio, e con lei molti altri.
"Non è il Nord che deve dire grazie a Umberto Bossi ma tutto il Paese" spiega Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, che affida a una nota le parole di commiato per la morte del fondatore del fondatore del suo stesso partito, la Lega. Insieme a lui, fu ministro nel quarto governo Berlusconi. "Senza il suo contributo di visione, realismo e capacità politica - prosegue Zaia - la storia repubblicana sarebbe stata molto differente, priva di un grande interprete della necessità di dare risposte alle istanze dei cittadini delle regioni settentrionali e con esse soluzioni a tutta la società italiana - conclude-. Politicamente è stato un padre straordinario per tutti noi, gli siamo profondamente grati".
Commiato anche dal ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani, che parla di Bossi come "grande amico di Silvio Berlusconi" e "politico di grande intelligenza". "È stato un protagonista di primo piano del cambiamento in Italia" spiega in un post su X.
Una lunga stagione politica, la sua, che i colleghi ricordano con "affetto e nostalgia", come quella di Pier Ferdinando Casini che descrive Bossi come "un indomito lottatore, un uomo rude e scomodo, ma anche profondamente buono. Ha segnato la storia della politica italiana: merita il rispetto non solo degli amici ma anche dei suoi oppositori".
Tra questi, il leader di Italia viva Matteo Renzi. «Addio a uno dei protagonisti più rilevanti, nel bene e nel male, della politica italiana degli ultimi trent'anni. Sia per chi lo ha amato, sia per chi lo ha avversato Bossi è stato un pezzo di storia repubblicana. L'ho conosciuto personalmente tardi, già malato ma ne ho apprezzato, pur da avversario, la tempra e la passione umana e politica. Che riposi in pace».
Chi invece l'ha avuto come avversario diretto è stato Pierluigi Bersani: «Umberto Bossi. L'avversario più dignitoso che ho avuto in vita mia, e alla fine quello a cui ho voluto più bene».
Nota di cordoglio anche dal pentastellato Giuseppe Conte: «È indubitabile che Umberto Bossi sia stato un protagonista della storia politica recente del nostro Paese. Esprimo il mio cordoglio, anche a nome del Movimento 5 Stelle, ai suoi cari e alla comunità politica della Lega, che
perde il suo storico fondatore e una personalità di assoluto riferimento».
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