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19 marzo, 2026Poche ore dopo arrivano la precisazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto e degli Esteri Antonio Tajani: "È un documento politico, non un documento militare"
“Condanniamo in termini più forti i recenti attacchi dell'Iran alle navi commerciali disarmate nel Golfo, gli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas, e la chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane”. Recita così il comunicato diffuso da Downing Street, che parla non solo a nome del Regno Unito ma anche di Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone.
“Esprimiamo la nostra disponibilità a contribuire a sforzi appropriati per garantire un passaggio sicuro attraverso lo Stretto. Accogliamo con favore l'impegno delle nazioni che si stanno impegnando nella pianificazione preparatoria". Accolte con favore anche la decisione dell'Agenzia internazionale dell'energia di autorizzare un rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio. "Adotteremo altri passi per stabilizzare i mercati energetici, incluso il lavoro con alcune nazioni produttrici per aumentare la produzione - prosegue il comunicato -. Lavoreremo anche per fornire sostegno alle nazioni più colpite, anche attraverso le Nazioni Unite e le IFI".
Nel frattempo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dalla Cnn, dichiara che “gli alleati degli Stati Uniti che aiutano Washington a riaprire lo Stretto di Hormuz si renderebbero "complici" dell'aggressione e degli efferati crimini commessi dagli aggressori".
Poche ore dopo arriva la precisazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani: "È un documento politico, non un documento militare, per lavorare insieme, per cercare di creare le condizioni per garantire la libertà di circolazione marittima, per lavorare insieme parlando con le varie parti, dando messaggi politici". Come lui, anche il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Ho letto interpretazioni totalmente errate sul documento approvato oggi da alcune nazioni europee e non, tra cui l'Italia. Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un'iniziativa multilaterale estesa”.
Un’iniziativa a sei che non basta ad assicurarsi la benevolenza del presidenti degli Stati Uniti Donald Trump. "Gli alleati stanno diventando più disponibili" nel loro impegno sullo stretto di Hormuz ma "è troppo tardi", ha detto Trump durante un incontro nello Studio Ovale con la premier giapponese.
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