Attualità
20 marzo, 2026Si conclude con poco di fatto un vertice europeo che avrebbe dovuto registrare passi concreti per la competitività del Continente. Ma che è finito ingoiato dalla guerra e tradito dal veto ungherese
Un summit con poche sorprese. Alla fine l’unica grande decisione che avrebbe dovuto confermare è rimasta in sospeso tra la rabbia esplicita di Volodymyr Zelensky e quella contenuta della maggioranza dei 27 : Viktor Orban i 90 miliardi di euro non vuole approvarli e, confortato dallo slovacco Robert Fico e dalla premier italiana Giorgia Meloni che si finisce per sapere «capisce la sua posizione», tiene duro. Senza contare che domenica potrebbe tornare a vincere l’estremista Janez Jansa in Slovenia, aggiungendosi ai supporter. E siccome le elezioni ungheresi del 12 aprile – ormai temono in tanti tra i corridoi di Bruxelles – potrebbe tornare a vincerle Orban, nonostante i sondaggi sfavorevoli, meglio non smuovere troppo le acque e aspettare.
Medio Oriente
In seguito all'incontro con il presidente delle Nazioni Unite Antonio Guterres, il Consiglio europeo invita alla de-escalation e alla massima moderazione, alla protezione dei civili e delle infrastrutture civili e al pieno rispetto del diritto internazionale da parte di tutte le parti, inclusi i principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale umanitario.
E si spinge fino a chiedere una moratoria sugli attacchi contro le infrastrutture energetiche e idriche, così come già proposto in giornata dalla Coalizione dei sei su proposta di Emmanuel Macron.
Inoltre l’Unione europea si dice disposta a correre in soccorso a Cipro dispiegando asset militare nei dintorni dell'isola e si offre di aiutarla ad avviare una discussione sulle basi britanniche presenti sul suo territorio, de facto territorio britannico, retaggio del periodo coloniale.
Libertà di navigazione dello Stretto di Hormuz
Il Consiglio ha poi condiviso la posizione presa in giornata dalla coalizione dei volenterosi (Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone). Avevano annunciato di starsi adoperando per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto, precisando che il dispiegamento delle navi ci sarebbe stato solo «una volta che le condizioni saranno soddisfatte», ovvero quando non voleranno più i missili. Donald Trump aveva commentato favorevolmente la decisione aggiungendo però che «è arrivata troppo tardi».
Rischio ondata immigratoria
Il Consiglio ha fatto sue le conclusioni dell'incontro mattutino organizzato da Meloni insieme alla danese Mette Frederiksen e l’olandese Rob Jetten per discutere i rischi migratori derivanti dalle guerre scatenate da Israele e Usa in Medio Oriente. Non si vuole una ripetizione della crisi migratoria del 2015: «Occorre mantenere un elevato livello di vigilanza e garantire il necessario grado di preparazione, basandosi sugli strumenti e sulle politiche che la Ue ha sviluppato negli ultimi anni». In quest'ottica saranno rafforzati la sicurezza e il controllo delle frontiere esterne, con un focus specifico sul potenziamento degli strumenti legali per i rimpatri.
Per il resto il clima a Bruxelles è stato e resta attendista.
Misure per la riduzione dei prezzi energetici
Le misure per contenere i prezzi dell’energia arriveranno probabilmente più avanti, se la crisi peggiorerà. Prevale la logica di dare una mano solo agli Stati in cui gli ETS (i permessi di emissione di gas serra basati su logiche di mercato) pesano più di tasse e grimaldelli sulla formazione del prezzo dell’energia. Non è il caso dell’Italia, tantomeno dell’Austria, che pure portano avanti a gran voce la richiesta dell’abolizione della misura europea per limitare le emissioni.
Il Consiglio ha invitato infatti la Commissione a presentare entro l'estate un pacchetto di misure per affrontare i recenti aumenti dei prezzi dei combustibili fossili importati su tutte le componenti dei prezzi dell’elettricità. L’obiettivo è la riduzione nel breve termine, tenendo conto delle diverse situazioni tra gli Stati membri, senza compromettere la riduzione delle emissioni nel lungo periodo.
Al termine del Consiglio, Meloni ha detto che potrà immediatamente elaborare misure nazionali di mitigazione dei prezzi ai sensi del decreto Bollette, quindi inclusi gli Ets, su cui a questo punto è «fiduciosa che dalla Commissione arriverà il via libera». Ha poi aggiunto che «ci si lavorerà da lunedì».
Ulteriori misure per la competitività europea
Entro l'estate i leader si attendono anche un rapporto sulla competitività del settore bancario.
Entro l'anno invece dovrebbe concretizzarsi la proposta appena presentata dalla Commissione del 28esimo regime "EU INC", ovvero una nuova tipologia di impresa valevole in ognuno dei 27 Stati; il riconoscimento delle qualifiche professionali; l'euro digitale; l'adozione del piano europeo per l'industria; i restanti pacchetti di semplificazione delle normative e una mappatura delle dipendenze nei settori strategici.
Orban contro Zelensky
Orban lascia Bruxelles dopo essersi rimangiato la parola data nel Consiglio europeo del 19 dicembre sul via libera al prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. Per sdoganarlo oggi pretende che Kyiv renda operativo l’oleodotto di Druzhba, chiuso da gennaio in seguito a un bombardamento russo, attraverso cui Ungheria e Slovacchia ricevono gas russo, almeno fino alla fine del 2027. I presidenti del Consiglio e della Commissione hanno detto di stare collaborando con le autorità ucraine per fornire assistenza per la riapertura e sbloccare il prestito indispensabile all'esercito ucraina. Con l'intento di non dovere tornare sui propri passi e continuare a sostenere la vicina aggredita da oltre quattro anni da una Russia oggi più forte grazie ai bombardamenti sui giacimenti petroliferi in Medio Oriente.
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