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20 marzo, 2026Articoli correlati
Rispondendo a una domanda della stampa sulla decisione degli Usa di attaccare l'Iran senza avvisare i Paesi alleati, Trump è inciampato in una battuta infelice rivolta a Sanae Takaichi su uno degli episodi più drammatici della storia americana e giapponese
Nel corso di un incontro ufficiale alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha evocato con tono ironico uno degli episodi più drammatici della storia tra Stati Uniti e Giappone: l’attacco alla base militare di Pearl Harbor. Durante il colloquio nello Studio Ovale con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi, Trump ha risposto a una domanda sulla mancata comunicazione preventiva agli alleati riguardo a un’operazione militare congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
“Non abbiamo detto nulla a nessuno perché volevamo l’effetto sorpresa”, ha dichiarato. Poi, rivolgendosi alla leader giapponese, ha aggiunto: “Chi ne sa più di sorpresa del Giappone? Perché non mi avete detto nulla su Pearl Harbor?”
La battuta ha provocato qualche risata tra i presenti, ma la reazione della premier giapponese è apparsa tutt'altro che divertita: Takaichi ha allargato gli occhi, ha inspirato profondamente e non ha replicato.
Il tabù diplomatico
Per decenni, i presidenti americani hanno evitato riferimenti diretti o polemici all’attacco del 7 dicembre 1941, preferendo concentrarsi sull’alleanza strategica tra Washington e Tokyo, consolidata negli anni del secondo dopoguerra. Le parole di Trump segnano quindi una rottura rispetto a una prassi diplomatica che ormai appariva consolidata, cioè la tendenza a trattare l’episodio come una tragedia condivisa e non tanto come motivo di attrito. Secondo diversi analisti - ripresi dal New York Times - il commento è stato “insolito” e “scioccante”, soprattutto in un contesto ufficiale il cui obiettivo era rafforzare i legami tra i due Paesi.
La storia
Fu proprio l’attacco giapponese alla base americana di Pearl Harbor, avvenuto nel 1941, che spinse gli Stati Uniti a entrare nella Seconda guerra mondiale, cambiando gli equilibri del conflitto. Dopo la guerra, sotto la presidenza di Harry S. Truman, Washington guidò l’occupazione del Giappone (1945-1952), promuovendo profonde riforme politiche e sociali. In primis, l’imposizione di una Costituzione pacifista che limitava le capacità militari del Paese. Con l’inizio della Guerra Fredda, però, gli Stati Uniti modificarono il proprio approccio, scegliendo di rafforzare il Giappone come alleato strategico in Asia e attenuando la retorica accusatoria su Pearl Harbor.
Negli ultimi decenni, il rapporto tra i due Paesi è stato caratterizzato da una forte riconciliazione. Un momento simbolico è il 2016, quando il presidente Barack Obama visitò Pearl Harbor insieme al primo ministro giapponese Shinzo Abe. In quell’occasione, Abe espresse cordoglio per le vittime e i due leader deposero insieme corone di fiori al memoriale.
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