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Cultura
novembre, 2007

Franco Battiato: le canzoni live

Nonostante la sua proverbiale riservatezza, Franco Battiato ama esibirsi dal vivo. È la sua maniera di dialogare con il pubblico, utilizzando suggestioni per musica e parole. E proprio alla dimensione live del grande artista siciliano è dedicato questo terzo Cd. Un disco magnifico che taglia trasversalmente vent’anni di carriera di Battiato attraverso sedici bellissime canzoni riprese dal vivo. Quello del musicista catanese è pop d’autore, ricco di sfumature, raffinato, con citazioni colte. Si parte con le accelerazioni progressive di "Strani giorni", uno dei brani cardine de "L’imboscata", il celebre album del 1996 realizzato con la collaborazione del filosofo siracusano Manlio Sgalambro. Sempre da "L’imboscata" è tratta "La Cura", una delle canzoni più liriche dell’ultimo Battiato: al contempo dichiarazione d’amore e di intenti. Quindi è la volta di "Shock In My Town" in cui il musicista piega l’elettronica al suo pop metafisico. In concerto Battiato usa ripercorrere le tappe della sua carriera. Un repertorio vario per ispirazione e sterminato per quantità. Così dal canto accorato di "Povera Patria" si rituffa nei classici di fine anni ’70 quali "Magic shop" e "Stranizza d’amuri". Ammalia con il delicato arrangiamento d’archi di "Lode all’Inviolato"; volge lo sguardo indietro sino alle sperimentazioni elettroniche e concettuali di "No U Turn". E passa senza soluzione di continuità da "Impressioni di settembre" ad "Atlantide". E ancora: "L’oceano di silenzio", "Auto da fè", "Alexander Platz", "Mesopotamia", "Sequenze e frequenze", fino alla spumeggiante "L’era del cinghiale bianco", uno dei suoi più grandi successi discografici e cavallo di battaglia live.

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