I suoi occhi sono grandi, intensi, malinconici e intraprendenti. Un vezzoso tirabaci le incornicia il volto e il suo stile ci riporta alle atmosfere retrò di Betty Boop, delle Flappers, di Lisa Minelli in Cabaret ma non lasciatevi ingannare perché questa piccola bambola artigianale è in realtà giovane, anzi giovanissima e ha appena fatto il suo debutto in società, suscitando grande interesse nel panorama italiano degli art toys.
Si chiama Cocotte e nasce dalla volontà di Carola Ghilardi, illustratrice romana, di portare un frammento della complessità dell'universo femminile nella cultura italiana dei giocattoli d'arte. L'invasione dei toys di autore richiama milioni di appassionati in tutto il mondo e ultimamente sta prendendo sempre più piede anche nel nostro Paese. Le sue origini sono legate all'universo dei manga giapponesi e alla street art ma rapidamente si è sviluppata negli Stati Uniti e in Europa.
A Los Angeles, più precisamente ad Hollywood, è nata quest'anno la prima galleria interamente dedicata al genere, la "Toy Art Gallery", mentre in Francia, l'istituzionalissima reggia di Versailles ha aperto le sue porte alle coloratissime opere pop di Takashi Muramaki, considerato un vero ispiratore di quest'arte, (chissà se anche il Re sole avrebbe apprezzato).
"Esistono infinite tipologie di Art Toys - spiega la Ghilardi, mamma delle Cocotte - ci sono quelli realizzati interamente a mano e a pezzo unico, quelli la cui struttura di base è preparata a livello industriale in vinile su progetto di un designer e successivamente dipinta a mano dallo stesso oppure quelli prodotti direttamente in fabbrica. Cocotte appartiene al primo gruppo, realizzata interamente a mano: dalla lavorazione del legno a quella pittorica e sartoriale. Ci siamo imposti il vincolo di non creare mai una bambola identica ad un'altra per allontanarci il più possibile dal concetto di serialità".
Oggi il termine "Cocotte" lo ritroviamo soprattutto nelle filastrocche per bambini, ad indicare una piccola gallinella. L'origine del nome di questa bambola è però da ricercare nella figura storica femminile della Cocotte, prostituta "alla moda", simbolo di un'epoca, celebrata anche dai versi del poeta Guido Gozzano.
"Sebbene fosse costretta ad una vita poco gratificante dal lato etico - puntualizza Carola Ghilardi - il personaggio storico della Cocotte divenne in qualche modo teatrale, capace di far spettacolo e le più fortunate riuscirono a diventare attrici o cantanti. In grado, nonostante tutto, di indossare una maschera, del trucco e un fiore tra i capelli e recitare una parte che affascinava". E il fascino è senz'altro un punto di forza di queste bambole che giocano sull'inscindibile binomio presente in ogni donna: la malinconia, da un lato e l'ironia, dall'altro".