Per i costi di produzione del film, pur avendo ricevuto finanziamenti dall'estero, Zanot ha pensato di ricorrere in Italia a una campagna di crowfunding, chiedendo agli appassionati dell'opera di Terzani di fornire un contributo ai costi (per tutte le info: www.unindovinocidisse.it).
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Un indovino mi disse è un progetto filmico che si propone di ripercorrere una parte del viaggio nel cuore dell'Asia fatto da Tiziano Terzani nel 1993, raccontato nel libro omonimo: le riprese saranno nelle locations originali, tra Vietnam, Laos, Cambogia, Birmania, Thailandia.

Unica ricostruzione Turtle House, la vecchia casa dei Terzani a Bangkok, che oggi è diventata un ristorante. Per le scene ambientate nel 1975 durante la liberazione di Saigon, verrà invece utilizzato materiale di repertorio con inserti digitali degli attori. Le riprese verranno effettuate con una cinepresa digitale ad alta definizione.
Oltre alla qualità, questa macchina mette immediatamente a disposizione di regista e montatore il materiale girato, con grande risparmio sui costi di trasporto, sviluppo e stampa della pellicola. I tempi di ripresa in Asia dovrebbero essere di otto settimane, mentre il montaggio e la post produzione saranno fatti in Italia.
Per rilanciare la campagna di crowfunding e per ricordare Terzani l'università di Roma La Sapienza ha organizzato per il 15 aprile un un pomeriggio di filmati (con contributi di Ermanno Olmi, Ettore mo, Cecilia Strada), musica e letture a cui parteciperà il regista Mario Zanot, coordinato da Antonietta Angela Maggio. Il progetto verrà presentato alle ore 16.30 presso il Centro Congressi del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, piano terra via Salaria 113.