Cultura
6 novembre, 2025Un percorso leggendario. Due vagoni Art Déco ritrovati. Un emblema di lusso ed eleganza. Rinasce, grazie al Gruppo Accor, il mitico treno che, dal 2027, ricollegherà Parigi a Istanbul
È stato un enorme lavoro di squadra. Sono arrivati i migliori artigiani da tutta la Francia e non solo per realizzare questo progetto». Si aggira orgoglioso Maxime D’Angeac – architetto e direttore creativo del nuovo Orient Express che rinasce grazie al Gruppo Accor – nello spazio, allestito all’interno della mostra per i 100anni di Art Decò nel Museo delle Arti decorative di Parigi, dedicato proprio al treno che nel 2027 riprenderà a viaggiare dalla capitale transalpina fino a Istanbul. D’Angeac, francese di 63 anni, definito un «perfezionista, un meraviglioso interprete dell’arte e della Storia» da Gilda Perez Alvarado, Ceo di Orient Express mostra tutti gli oggetti e i mobili che si troveranno sui vagoni di un convoglio completamente rinnovato ma che mantiene intatto il suo fascino ultracentenario.
Erano le 19:30 circa del 4 ottobre del 1883 quando per la prima volta la locomotiva dell’Orient Express sbuffò i primi vapori, pronta a partire alla volta dell’allora Costantinopoli. A idearlo era stato un ingegnere di origine belga, Georgs Nageelmackers. Leggenda vuole che a ispirarlo sia stato un viaggio in nave, dalla Scozia agli Stati Uniti. Lì incontrò Samuel Cunard, armatore e imprenditore inglese dell’800, padre della Cunard Line, probabilmente la più prestigiosa compagnia di navigazione britannica. Eleganza ed efficienza per un servizio impeccabile restituito ai propri passeggeri. Queste erano le linee guida di Cunard. Tornato in patria Nageelmackers si mise all’opera per realizzare un mezzo di trasporto che potesse attraversare l’Europa disegnando un nuovo standard di viaggio. Nel 1872 – ma divenne operativa soltanto qualche anno più tardi – fondò la Compagnia internazionale des Wagon-lits, la prima che consentiva di girare tutto il Vecchio Continente in un ambiente dove poter anche dormire e mangiare circondati da un’estrema raffinatezza e ricercatezza nello stile. Quindi, nel 1883, il primo viaggio dell’Orient Express che in poco tempo diventò la punta di diamante dellacompagnia.
L’itinerario andava dal cuore della Francia di fine secolo, decadente ma pulsante di storia e cultura, all’affascinante e misteriosa Costantinopoli, piena di guglie e pinnacoli, come riportano le locandine dell’epoca. Tutto in 81 ore di viaggio, passando da Vienna, Monaco, Budapest e Bucarest. Nageelmackers però non si voleva ancora accontentare e così fece nascere una rete di hotel di lusso nelle città dove arrivavano i suoi convogli. Già prima dell’arrivo del Ventesimo secolo era nato il mito dell’Orient Express. Una leggenda cementata anche dallaletteratura e dal cinema. Fu Hercule Poirot – celebre detective creato dalla penna diAgatha Christie – il primo personaggio letterario a salire sul treno, per risolvere un giallo dalle tinte noir, pubblicato nel 1934. Altro famoso passeggero è stato Sean Connery, nei panni di James Bond, nel film “007: dalla Russia con amore” dove la più famosa spia inglese riesce a sventare l’ennesimo complotto internazionale.«Stiamo raccontando una storia cheè a metà tra realtà e finzione e poter contare su 142 anni di vita è estremamentepotente», – spiega Gilda Perez Alvarado a L’Espresso.
Il nuovo progetto ha preso le mosse dal ritrovamento al confine tra la Polonia e la Bielorussia, nel 2017, di due vagoni dell’Orient Express del 1925, quelli ispirati alla moda dell’Art Decò. Una corrente artistica celebrata nella nuova versione, che mantiene l’antico fascino ma che è perfettamente in grado di rispondere alle sfide del progresso. «Quando sono venuti nel mio ufficio mi hanno chiesto di ridisegnare tutti gli oggetti delle nuove carrozze, ispirandomi però a quelli appena ritrovati», spiega Maxime D’Angeac. Si è quindi subito messo all’opera disegnando a mano ogni singolo modello e cercando gli artigiani più bravi ed estrosi della Francia per poter realizzare le sue creazioni. Al Museo delle Arti decorative di Parigi si possono ammirare i modelli dei vagoni che torneranno sui binari a partire dal 2027 e tutte le suppellettili realizzate. Ogni singolo dettaglio non è lasciato al caso: dalle pareti con mattoncini di legno disposti in maniera tale da mostrare diversi giochi di luce a ogni ora della giornata, ai divanetti del bar ricoperti di velluto verde, alle testiere lignee dei letti delle camere, con perle di bronzo e madreperla ricamate a mano. E poi ancora le lampade che ricreano l’atmosfera vintage della Belle Epoque e i bicchieri in vetro con i motivi tipici dell’Art Decò.Tutto concorre a far sentire il passeggero complice e partecipe di una storia che parte quasi un secolo e mezzo fa. Per permettere ancor di più agli ospiti di godersi il viaggio, la velocità massima che verrà raggiunta sarà di 130 chilometri all’ora. Inoltre, dentro le camere e negli spazi comuni non ci sarà nessuna televisione. Una filosofia che punta a far riscoprire un tipo di viaggio lento, nel quale il percorso è più importante della meta, come ricorda la Ceo di Orient Express. «È la cosa bella di essere su un treno: puoi avere il tuo spazio privato dentro la tua cabina, ma poi appena esci e vai al bar o al ristorante o in giro per i corridoi, incontri persone provenienti da ogni parte del mondo», dice PerezAlvarado: «Viaggiare vuol dire questo: scoprire qualcosa di te stesso che non conoscevi e non avresti mai immaginato prima. Può avvenire leggendo un libro, guardando fuori dal finestrino o anche incontrando una persona che potrebbe segnare la tua vita per sempre. Perché alla fine sono le connessioni che rendono un viaggio speciale».
Un percorso leggendario. Due vagoni Art Déco ritrovati. Un emblema di lusso ed eleganza. Rinasce, grazie al Gruppo Accor, il mitico treno che, dal 2027, ricollegherà Parigi a Istanbul

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