Aveva dato voce e volto a Jim Morrison, Top Gun, Batman. E a tanti altri personaggi significativi per il mondo intero, tra ruoli accettati ed eclatanti rifiuti. È morto a Los Angeles, all'età di 65 anni, l'attore statunitense Val Kilmer. Lo rende noto la famiglia, citata dal New York Times. La figlia, Mercedes Kilmer, ha riferito che l’attore è deceduto per le complicazioni di una polmonite. Nel 2014 gli fu diagnosticato un cancro alla gola da cui era riuscito a guarire ma lo aveva reso praticamente afono. È stata l'intelligenza artificiale a dargli voce in “Top Gun: Maverick”, nel 2022, e l'insistenza dell'amico co-protagonista Tom Cruise a volerlo a tutti costi nel film. Esordì come attore teatrale per poi diventare popolare a metà degli anni Ottanta grazie ad alcuni film commedia come “Top Secret” e “Scuola di geni”. Tra le sue tante interpretazioni si ricordano in particolare quella Jim Morrison in “The Doors” del 1991 di Oliver Stone, quella di Iceman in “Top Gun” del 1986 di Tony Scott e quella di Bruce Wayne in “Batman forever” del 1995 di Joel Schumacher.
Una carriera fulminante, la sua, nel cuore della scena delle celebrità hollywoodiane. Al culmine del suo successo, negli anni Ottanta, Kilmer corteggiava Cher e Cindy Crawford, guadagnava sei milioni di dollari a film e si era guadagnato sul campo la reputazione di essere praticamente impossibile da gestire. Ron Howard, che lo diresse nel 1987 sul dark fantasy “Willow”, lo definì "infantile" e "insopportabile". Alla fine delle riprese di “Batman Forever”, nel 1995, Joel Schumacher disse: "Non mi piace Val Kilmer, non mi piace la sua etica del lavoro e non voglio più essere associato a lui".
Nato il 31 dicembre 1959 a Los Angeles, Kilmer è cresciuto a Chatsworth, una cittadina della San Fernando Valley poco fuori dalla megalopoli californiana, dove il padre lavorava nel settore immobiliare. Sua madre veniva da una famiglia svedese. Quando i due divorziano, il futuro Batman ha nove anni e, insieme ai due fratelli, rimane a vivere con il padre. Fin da ragazzo prende parte alle recite scolastiche e compare in alcune pubblicità. A 16 anni viene ammesso al corso di recitazione della prestigiosa Julliard school di New York. Dall'altra parte del paese, muove i primi passi come attore professionista, insieme a Kevin Bacon e Sean Penn nella commedia off Broadway del 1983 “The Slab Boys”. Il debutto televisivo è arrivato con uno speciale della Abc sulla guida in stato di ebbrezza: al suo fianco c'era una giovane Michelle Pfeiffer, a cui, in seguito dedicò un libro di poesie, che oggi si vende a 400 dollari la copia.
Quando si presenta l’occasione di passare al grande schermo le scelte di Kilmer sono piuttosto eccentriche. Nel 1983, per esempio, rifiuta un ruolo in “I ragazzi della 56ª strada” di Francis Ford Coppola perché impegnato a teatro. Tre anni dopo, dice no a David Lynch che gli aveva offerto una parte in 'Dune" e in "Velluto blu”. Invece, debutta nel cinema nei panni di una rockstar degli anni Cinquanta nella parodia di un film di spionaggio, “Top Secret!” (del 1984). Poi, senza dire una parola, è scomparso per più di un anno per andare in giro per l'Europa con lo zaino in spalla. Al suo ritorno, arriva la parte che gli cambia la vita e che lo fa conoscere al pubblico planetario: il pilota rivale di Maverick nel classico del 1986.
Lo status di divo maledetto di Hollywood arriva per mano di Oliver Stone, che lo sceglie per interpretare il fondatore dei Doors, perché - come dichiara il regista all'epoca: "Mi piace la sua arroganza implicita". Per prepararsi, Kilmer trascorre un anno nei club del Sunset Strip, i luoghi che avevano visto nascere la rock band, e memorizza tutti i brani di Jim Morrison. Nel film del 1991 canta 15 canzoni in modo così convincente che i membri dei Doors ammettono di non riuscire a distinguere la sua voce da quella del loro frontman di un tempo.
Continua a lavorare negli anni finché, nel 2020, pubblica le sue memorie, “I'm Your Huckleberry”, in riferimento alla sua famosa battuta quando vestiva i panni del pistolero alcolizzato Doc Holliday nel film western del 1993 "Tombstone". A Los Angeles, su Melrose Avenue, resta aperto il Kamp Kilmer, uno spazio da lui fondato a metà tra galleria d'arte e centro sociale aperto a poeti, pittori, musicisti e registi, dove l'ex cavaliere oscuro di Hollywood spesso terminava le sue giornate.