Cultura
12 gennaio, 2026Si svolgerà tra documentari, dibattiti e la presentazione del nuovo libro-ritratto di Paolo Landi sull’eclettico “comunicatore, provocatore, educatore”. Nel segno della testimonianza. Al centro, “l’operazione-immagine che fece scricchiolare il binomio Corleone-mafia”.
“Riannodare un filo lungo trent’anni, quello della memoria, che non si è mai spezzato”. Sotto questi auspici si terrà domani, 13 gennaio, all’I.I.S.S. Don Giovanni Colletto di Corleone (PA) l’evento in ricordo di Oliviero Toscani, il celebre “fotografo non solo fotografo” che rivoluzionò il linguaggio delle immagini e della pubblicità. Scomparso il 13 gennaio 2025 a 82 anni, Toscani trasformò dall’interno codici e strutture del consumo per farne occasioni di riflessione sociale, e fu artefice – o per meglio dire, rappresentante – dell’“operazione-fiducia che Corleone chiese al mondo”: fotografò centinaia di ragazzi corleonesi per coglierne il volto pulito e radioso. Perché "Corleone è ciò che vediamo. E solo intervenendo sull'immagine, cambierà davvero concretamente", spiegava a L'Espresso in un'intervista del 1996.
Ad aprire l’evento, la presentazione del “racconto lungo” (Oliviero Toscani. Comunicatore, provocatore, educatore, Ed. Morcelliana) con cui lo ricorda l’amico e collaboratore Paolo Landi. Seguiranno la proiezione di documentari, una mostra fotografica visitabile per tutto il mese e un dibattito. Si avvicenderanno, tra gli altri, gli interventi di Walter Rà, sindaco di Corleone; Elisa Inglima, dirigente scolastico dell’Istituto; Giuseppe Cipriani, primo cittadino all’epoca dell’impegno di Toscani e di Enrico Bellavia, vicedirettore de L’Espresso.
“CORLEONE È CIÒ CHE VEDIAMO”
Un progetto, quello di Toscani, intrapreso nel 1996/1997 su invito del sindaco Cipriani e culminato nel catalogo Benetton primavera/estate del 2007, per mostrare a tutti che quel luogo non era solo mafia. Era, ed è, anche culla di sogni e speranze, scolpiti sui volti luminosi dei ragazzi fotografati assieme al suo assistente, e restituiti, in un colloquio con Denise Pardo, sulle pagine de L’Espresso in uno storico reportage datato 17 ottobre 1996.
La ricerca di un filo, “la traccia di un percorso, di una crescita, di una evoluzione” era ciò che animava quel lavoro di Toscani, come lui stesso riferì alla giornalista. Per compiere “il riscatto”: quello “dei ragazzi di Corleone, dalle facce senza colpe, senza responsabilità”, e quindi “la dimostrazione che anche lì si poteva vivere una giovinezza normale”. Una cesura netta. Un taglio col passato rappresentato “dai vecchi dai corpi piegati dagli anni e dai silenzi”, che guardavano “di sottecchi e senza parole” i giovani che – è il caso di dirlo – ci stavano mettendo la faccia. Per un’altra Corleone.
PASSATO, PRESENTE E FUTURO
Il trait d’union tra passato e presente è Giuseppe Cipriani, sindaco del piccolo comune dal 1993 al 2002. Fu lui, figlio di operai, a spiegare per la prima volta a Toscani “la crudeltà siciliana, il potere e la povertà, l’isolamento e la chiusura. Ma anche il coraggio nuovo di Corleone, la voglia di riscatto, l’impennata di orgoglio”. E sarà lui, oggi 63enne, a riannodare quel filo che intreccia memoria, audacia e futuro, raccontando a studenti e cittadini, significativamente raccolti in una scuola, “l’esperienza di una stagione amministrativa, politica, sociale e civile che – afferma – entusiasmò e coinvolse larghi strati della popolazione”. Con un messaggio chiaro: “Torniamo ad aprire, con i giovani, le porte del futuro per la nostra città”.
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