Cultura
15 gennaio, 2026Il duo di gemelli salernitani debutta su Spotify con un brano scritto all'interno dell'Istituto penale per minorenni di Benevento. Grazie ai laboratori di scrittura dell'associazione Crisi come opportunità
«Partirò via da questo edificio per aver scommesso
Di realizzarmi nel mio sogno chiuso nel cassetto
Sai che non vedo l’ora
Di dire “ce l’ho fatta”».
Nasce tra le mura dell’istituto penale per minorenni (Ipm) di Airola, a Benevento, "Petite", brano disponibile su Spotify per CCO Produzioni. È il primo capitolo discografico dei 2SHOT, un duo musicale formato da una coppia di gemelli campani di vent’anni. Un racconto intimo che unisce parole, melodie e desiderio di riscatto, con la partecipazione del rapper napoletano Lucariello e la produzione firmata da lui, Oyoshe e Shada San.
«Il brano prende forma nei laboratori di scrittura e produzione di musica rap promossi da CCO - Crisi Come Opportunità, l’associazione che abbiamo fondato vent’anni fa con l’obiettivo di mettere la cultura a servizio di chi vive situazioni di fragilità, nelle periferie, negli Ipm e nelle scuole di tutta Italia», dice Giulia Minoli, autrice, fondatrice di CCO e presidente della fondazione Una Nessuna Centomila: «Con il progetto “Presidio culturale permanente”, costruiamo spazi continuativi di espressione e crescita, attraverso laboratori di teatro, scrittura e produzione di musica rap attivi in sette su diciassette carceri minorili italiane».

I due fratelli nascono a Salerno nel 2005 da genitori italo-cubani e crescono in una casa attraversata dal teatro e dalla musica, tra canzoni di Jovanotti, Michael Jackson e Pino Daniele. Scelte sbagliate ed errori ripetuti li porterà all’arresto e alla detenzione nel carcere minorile di Airola, dove si trovano tutt’oggi. Nel 2023, incontrano Lucariello - uno dei formatori e soci di CCO - che diventa per loro una guida artistica e umana. E proprio durante uno dei laboratori musicali organizzati all’interno dell’istituto inizia la loro rinascita.
«CCO Produzioni nasce come parte di un percorso artistico ed educativo che mira ad accendere nei ragazzi una passione autentica per qualcosa che abbia un valore culturale profondo», spiega Lucariello: «Lavorare sulla musica in modo professionale significa imparare la concentrazione, il rispetto del processo creativo e l’uso dell’arte come strumento per guardarsi dentro e costruire senso. Questa nuova esperienza produttiva è anche un richiamo al mondo della discografia, spesso guidato solo dal mercato e dai numeri: molte delle emozioni più vere nascono proprio nei luoghi di sofferenza, diventando condivisibili e riuscendo a raggiungere il cuore delle persone».
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