Cultura
13 marzo, 2026Il coreografo porta a Milano uno spettacolo da un romanzo di Mercè Rodoreda. E fonde movimento e meditazione sulle stagioni della vita
FOG torna a Milano fino al 26 aprile con un ricco programma dedicato alla danza: 37 artisti da 23 Paesi, 30 appuntamenti, 5 produzioni, 4 prime assolute, 11 nazionali e oltre 70 repliche. In line-up nomi che hanno riscritto la scena live – da Marcos Morau ai Motus – accanto a debutti italiani e nuovi talenti. Come in ogni edizione alla Triennale di Milano, tra installazioni, immersioni e dispositivi partecipativi, la scena si fa esperienza condivisa: lo spettatore non assiste, abita.
Un’indagine transdisciplinare in dialogo con Milano e una rete di partner che cresce, tra cui l’Institut français Milano e BASE Milano. L’occhio cade sul titolo “La mort i la primavera”, in scena alla Triennale il 21 e il 22 marzo 2026, spettacolo di successo del coreografo Marcos Morau, Artista Associato al FOG di Milano per il triennio 2025-2026, acclamato coreografo e regista spagnolo, fondatore e direttore artistico della compagnia di danza La Veronal.
Nato a Valencia nel 1982, Morau si è formato tra Barcellona e New York in fotografia, movimento e teatro. Il suo approccio artistico fonde danza contemporanea, teatro fisico e arti visive, creando mondi surreali e paesaggi immaginari dove movimento e immagine si intrecciano in modo unico. Il suo linguaggio coreografico, caratterizzato da potenti sequenze corporee e una destrutturazione della logica organica del movimento, attinge all’eredità del movimento astratto e del teatro fisico. Oltre al lavoro con la propria compagnia, è molto richiesto come coreografo ospite da importanti ensemble di danza in tutto il mondo. «Essere un coreografo - afferma Morau - per me è sinonimo di essere un creativo o un artista che cerca di tradurre il nostro mondo in immagini, situazioni, messe in scena o movimenti di danza». Ispirato al romanzo più radicale di Mercè Rodoreda, figura emblematica della cultura catalana, “La mort i la primavera” è il nuovo lavoro di Morau e della compagnia La Veronal.
Una penna cruda, spesso contaminata dal continuo confronto con la vita e il suo senso ultimo. Scrive Rodoreda: «La morte fuggì dal cuore e quando non ebbi più la morte dentro morii». La forte personalità e lo spirito idealista della scrittrice si riverberano nei suoi romanzi, e in particolar modo in questo, che già dal titolo esprime con potenza la complessità dell’esistenza umana. In un linguaggio che intreccia danza, immagine e rito, lo spettacolo di Morau traduce l’intensità letteraria in una visione scenica potente, sospesa tra oscurità e rinascita. La morte e la primavera diventano i poli di un mondo inquieto, segnato dalla crisi, dalla libertà negata, dalla ricerca ostinata di senso.
“La mort i la primavera” del coreografo Marcos Morau è in programma per la Triennale il 21 e il 22 marzo 2026 per la rassegna FOG
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