Cultura
20 marzo, 2026McGregor, Maillot e Naharin, giganti della coreografia, infrangono la barriera tra artista e spettatore
Il Teatro alla Scala di Milano il Corpo di Ballo presenta la terza produzione della nuova stagione il trittico McGregor / Maillot / Naharin, in scena dal 18 al 28 marzo. È ricco di novità e di debutti per il Ballo scaligero, diretto da Frédéric Olivieri, che per la prima volta interpreterà i tre lavori in cartellone, e per il pubblico, essendo due delle tre produzioni mai prima d’ora rappresentate nel nostro Paese.
Novità ma anche continuità: torna la firma di Wayne McGregor; proprio con Olivieri si era inaugurata una collaborazione che si rinnova ora al suo ritorno alla direzione del Ballo, con uno dei pezzi più rappresentativi, “Chroma”, che arriva per la prima volta su un palcoscenico italiano nel ventennale dalla sua creazione. Entra nei programmi del Ballo scaligero per la prima volta anche il nome di Jean-Christophe Maillot: la visione artistica di questo coreografo, molto articolata, si presenta in un lavoro profondo e delicato, “Dov’è la luna”, in prima nazionale, con l'étoile dei due mondi Roberto Bolle in scena nelle recite di apertura. Chiude il trittico “Minus 16” di Ohad Naharin: incorporando tracce musicali che spaziano da Dean Martin al mambo, dalla techno alla musica tradizionale, è un’opera che elimina la barriera tra ballerini e pubblico.
Tre titoli mai presentati prima alla Scala, tre autori contemporanei acclamati e influenti, un nuovo banco di prova stilistico per gli artisti scaligeri. In “Chroma”, che esplora la drammaticità del corpo umano e la sua capacità di comunicare emozioni e pensieri più profondi, McGregor, coreografo innovativo e visionario, propone una coreografia inventiva ed energica che vent’anni fa gli è valsa la nomina a coreografo residente del Royal Ballet. In “Dov’è la luna”, intimistico lavoro di Maillot, coreografo raffinato, dalle linee poetiche che con i suoi toni chiaroscurali, scuote ed estende il vocabolario e la tecnica della danza classica, spinta alle sue frontiere più lontane. Per esplodere infine con la potenza trascinante di “Minus 16”, uno dei più illustri manifesti dell’originalità di Naharin e del suo linguaggio di movimento innovativo, che irrompe per la prima volta alla Scala portando i ballerini a sfidare sé stessi, rompendo le barriere tra artista e spettatore in una intensa e gioiosa esperienza per entrambi.
Un omaggio all’arte della danza e ai danzatori, che sublimano il loro impegno quotidiano nelle emozioni dei balletti. Nella originalità stilistica di tre grandissimi autori del nostro tempo, si esalta il senso profondo dell’arte della danza nelle diverse atmosfere ed emozioni, e la versatilità degli artisti del Balletto scaligero.
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