Mondo
20 marzo, 2026“Questo Israele sionista ha ucciso centinaia e migliaia di persone. Non ho dubbi che ne pagherà il prezzo”
"Possa Egli, il dominatore, schiacciare e distruggere Israele". Il presidente turco Erdogan alza i toni dello scontro con Israele, e lo fa con parole tra le più dure finora pronunciate. "Questo Israele sionista ha ucciso centinaia e migliaia di persone. Non ho dubbi che ne pagherà il prezzo", ha detto a Rize, sul Mar Nero, chiudendo la preghiera per la fine del Ramadan, descrivendo un Medio Oriente "incandescente". Alla condanna politica si aggiunge quindi l’evocazione di un intervento divino, dove "Kahrar" è uno dei nomi usati nell'Islam per descrivere Dio, traducibile come "il dominatore" o "colui che sottomette". La preghiera che Erdogan rivolge a Dio ha un duplice senso: "Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti" ha aggiunto.
Le parole di Erdogan si inseriscono in un quadro interno segnato da una convergenza rara: in Turchia, infatti, tanto il partito di governo quanto le opposizioni hanno da subito espresso contrarietà agli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, chiedendo un ritorno alla diplomazia. Anche il Partito filo curdo per l’Uguaglianza e la Democrazia Popolare ha già condannato la guerra israeliana e statunitense come "un intervento che non riguarda la democrazia". "È chiaro - ha spiegato il partito in un documento - che le potenze globali e regionali non stanno perseguendo la democrazia o le libertà in Iran, ma stanno invece cercando di stabilire un nuovo ordine che non rappresenti più una minaccia per loro, proprio come si è visto in altri momenti della storia".
Ankara ha più volte criticato gli attacchi israeliani e statunitensi contro Teheran come una violazione della sovranità ma ha anche preso le distanze da alcune risposte iraniane contro obiettivi statunitensi nel Golfo. Una linea doppia, che combina una retorica sempre più dura contro Israele ma anche il richiamo - più formale - a una necessaria soluzione diplomatica.
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