Cultura
20 marzo, 2026Vivere con cinque cani da caccia è un’avventura che vale un libro divertente. Ma richiede anche un corso di addestramento
Il libro “Non ancora 101” di Irene Salvatori (Marcos y Marcos) vi farà innamorare del bracco ungherese, o vizsla, tanto sono vivaci le descrizioni dei suoi amati cani. L’autrice poi ci mette un carico da novanta perché nel suo tour di presentazione dal vivo in giro per l’Italia si porta dietro due dei suoi compagni a quattro zampe che sanno ben fare il loro mestiere anche in contesti urbani.
Tutti vorremmo un bel cane da portare fuori: bravo, educato, diligente. Dietro a quello che si vede c’è però tanto lavoro, impegno e soprattutto responsabilità, quella che manca a chi dopo aver preso un quadrupede peloso si rende conto che la gestione non è proprio così semplice come sembrava e tenta in ogni modo di darlo in adozione ad altri. La nostra scrittrice lo sa bene, perché anche lei si è trovata a dover rispondere di un morso appiccicato alla noiosa vicina di casa da uno dei suoi tesori. Episodio che l’ha costretta a seguire un corso di addestramento che le ha cambiato la vita: «Vado sempre, due volte alla settimana con i cani al campo di addestramento seguita da un’istruttrice e imparo ogni volta qualcosa di nuovo».
Avere cinque cani da caccia a Berlino non è uno scherzo. Sono cacciatori instancabili con un’energia altissima. Non fatevi ingannare dal loro mantello color frumento dorato e dall’affetto che riescono a darvi una volta sdraiati sul divano di casa, perché hanno bisogno di correre e fare qualcosa con il proprio umano di riferimento. Salvatori li chiama “cani velcro” tanto sono appiccicosi e affettuosi. Ma chiuderli in un appartamento e dimenticarseli per una giornata non è proprio il caso. Ci vuole responsabilità: «I figli a un certo punto vanno per la loro strada, i cani invece restano fino alla fine dei loro giorni con te e devi prendertene cura: alimentazione, salute, conoscere le loro esigenze». Dopo aver avuto tanti cani di svariate razze e meticci, Irene si è imbattuta nel vizsla, attento osservatore, ed è scoccato il dardo: «Il cane da caccia ti mette in discussione ogni volta. Se poi i cani sono cinque, vivi con un branco e devi imparare a essere autorevole per essere credibile e non autoritario».
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Perché dico No - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 20 marzo, è disponibile in edicola e in app



