Cultura
25 marzo, 2026Un’inchiesta ha tolto ogni dubbio sul nome del più famoso creativo contemporaneo. E il mondo dell’arte aspetta la prossima mossa
Un’inchiesta di Reuters ha scoperto chi è Banksy. O meglio: ha aggiunto qualche dettaglio a una storia che in realtà si sapeva già da anni. Secondo i documenti analizzati dai giornalisti, dietro il più celebre artista anonimo del mondo ci sarebbe Robin Gunningham, nato a Bristol negli anni Settanta, figura che da tempo circola nelle indagini sull’identità dello street artist.
La novità dell’inchiesta è un’altra: Gunningham avrebbe cambiato nome in David Jones. Nome comunissimo (tra l’altro lo stesso che aveva alla nascita David Bowie) e forse è proprio questo il punto: a volte un nome così normale è più anonimo dell’anonimato. Reuters è partita da una pista quasi romanzesca, un uomo con la stessa data di nascita di Gunningham sarebbe entrato in Ucraina insieme a Robert Del Naja, leader dei Massive Attack a lungo sospettato a sua volta di essere Banksy. Da lì il lavoro di incrocio tra registri, viaggi, società e documenti legali.
Tutto molto succoso, perfetto per il gossip dell’arte (che è sempre pochino). Ma la verità è che interessa relativamente, perché l’opera d’arte di Banksy è sempre stata Banksy stesso, il fatto che l’artista più famoso del mondo sia anche l’unico che non si mostra in un settore che in quanto a narcisismo fa concorrenza a pochi altri. Smontare quel mistero significa togliere un pezzo del mito e forse, va detto, il mito aveva già fatto il suo corso: Banksy per anni è stato bravo a raccontare la storia con un segno semplice, sempre in equilibrio tra ironia e politica. Oggi però le sue immagini sembrano più didascaliche, meno evocative. E poi ci sono i colpi di teatro un po’ troppo perfetti, come quando nel 2018 un suo quadro battuto all’asta da Sotheby’s si autodistrusse nella cornice, fermandosi guarda caso a metà e facendo schizzare il prezzo dell’opera. Insomma si sapeva già che Banksy fosse Gunningham. L’inchiesta di Reuters ha semplicemente messo insieme i pezzi. La domanda adesso è un’altra: che cosa farà Banksy, se il segreto non è più davvero un segreto? Uscirà allo scoperto? O continuerà a essere la sua opera migliore, un artista che non esiste?
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