Cultura
25 marzo, 2026In scena a Milano una pièce di Paolo Di Paolo che rinnova la magia del film di Zavattini. Con una meravigliosa Giulia Lazzarini
Lo spettacolo inizia prima ancora di cominciare, con Lino Guanciale che si fa strada tra il pubblico del Teatro Strehler e le attrici in platea che distribuiscono gomme e caramelle: «Benvenuti al cinema!», dicono. Siamo nella Milano anni Cinquanta, dove è ambientata la nuova produzione del Piccolo, uno spettacolo corale e ambizioso, che vuole raccontare l’anima di una città «sfruttata, inespressa, deflagrata», come dice Guanciale, protagonista e dramaturg (con Corrado Rovida) di “Miracolo a Milano”, regia di Claudio Longhi, direttore del Piccolo. Il titolo è quello del celebre film di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini (1951), con la trasposizione teatrale affidata a Paolo Di Paolo, che parte dalla sceneggiatura cinematografica, dal romanzo di “Totò il buono” e da altri scritti di Zavattini, da cui nasce un testo autonomo. Realtà e magia si mescolano in questa storia in cui Totò - finito in orfanotrofio dopo la morte di Lolotta, che l’ha trovato sotto un cavolo - cerca la sua strada come il Peer Gynt di Ibsen. E se Guanciale è un Totò puro e ironico, Giulia Lazzarini, con i suoi 92 anni, è il vero miracolo di questo allestimento. Gli applausi per la sua Lolotta, arzilla e leggiadra, sono scroscianti.
Ma sul palco c’è un gran bel movimento. Oltre agli allievi e alle allieve della Scuola del Piccolo, ci sono: Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Diana Manea, Mario Pirrello, Sara Putignano, Giulia Trivero, un ottimo cast. Tutti/e recitano in milanese/padano. Qualche battuta si perde, ma per fortuna parlano anche i corpi, i bianchi e neri delle immagini tratte dal film e i colori dell’annunciatrice radiofonica o della signora dal parrucchiere (scene Guia Buzzi, abiti Gianluca Sbicca, visual design Riccardo Frati, luci Manuel Frenda). In scena gli scandali edilizi e la rivolta degli emarginati, la colomba magica e la Madunina parlante, fino al volo finale dei poveri a cavallo della scopa. Tra echi di Brecht e Gorkij, lo spettacolo è denso di citazioni, spunti e intuizioni, forse anche troppe, col rischio di farlo apparire un po’ caotico. La magia però resta intatta.
Miracolo a Milano
regia Claudio Longhi
Milano (Strehler), fino al primo aprile
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