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Economia
settembre, 2023

App e siti per risparmiare con questa super inflazione

Benzina, alimentari, energia, affitti, libri scolastici: tutto costa di più mentre i salari stanno fermi e il governo taglia gli aiuti. Ecco qualche consiglio per limitare i danni

Le speranze di un ritorno per gradi alla normalità, dopo la pausa vacanziera, sono andate tradite. Molte famiglie italiane sono costrette alle acrobazie per far quadrare i conti tra rialzi consistenti dei prezzi e salari sostanzialmente fermi. Mentre all’orizzonte si affievoliscono le speranze di misure governative a sostegno dei consumi.

 

Per buona parte del periodo estivo si sono susseguite le rassicurazioni sui prezzi energetici, a fronte di approvvigionamenti abbondanti, che avrebbero dovuto tenere i prezzi al riparo dalle speculazioni, ma da qualche settimana i listini hanno ripreso a salire per i tagli alla produzione petrolifera e per gli automobilisti si tratta di un vero e proprio bagno di sangue. Il governo aveva puntato molto sull’obbligo - per gli esercenti - di esporre i prezzi medi dei carburanti nella zona, ma la misura si è rivelata un flop. Un esito non del tutto imprevisto a leggere il concetto espresso a suo tempo dal presidente dell’Antitrust Roberto Rustichelli, durante un’audizione parlamentare. L’esperto non ravvisava la «necessità di introdurre un meccanismo di calcolo e di diffusione di valori di riferimento medi», visto che «appaiono incerti i benefici per i consumatori a fronte invece di un possibile rischio di riduzione degli stimoli competitivi».

 

La dinamica delle commodity pesa anche sulle bollette domestiche. Dopo tre cali consecutivi, tra maggio e luglio, l’Arera (l’autorità indipendente che regola i mercati dell’energia) ha ritoccato verso l’alto i prezzi di agosto e il rischio che questo trend si rafforzi a settembre è concreto. Per altro, alla fine di questo mese scadono i sostegni pubblici in favore dei cittadini e delle aziende, per alleviare il peso della bolletta sui soggetti più fragili. L’esecutivo si è detto impegnato a cercare risorse per rinnovare la misura, ma le tensioni in vista della prossima manovra di Bilancio evidenziano quanto sia difficile mantenere le promesse elettorali, a maggior ragione a fronte di una congiuntura economica in rallentamento, a fronte di prezzi che continuano a correre e di partner europei che premono per un ritorno all’equilibrio dei conti pubblici dopo l’allentamento concesso allo scoppio della pandemia.

 

Peraltro, gli interventi adottati finora rischiano di non bastare. Uno sguardo alle opzioni di acquisto del gas per l’inverno indica che le aspettative di mercato sono per una crescita fino ai 50-52 euro al megawattora del periodo dicembre-gennaio, in pratica quasi il 50% in più rispetto ai livelli attuali.

 

Intanto non si ferma la corsa degli affitti, favorita anche dal boom prolungato degli affitti brevi, un settore che offre rendimenti netti annui del 5-6%, in sostanza il doppio rispetto ai contratti di locazione tradizionali. A pagare il prezzo più salato sono le famiglie che non possono permettersi una casa di proprietà (il rialzo dei tassi ufficiali sta impattando sull’accessibilità dei mutui, oltre ad aver incrementato la rata del variabile di oltre il 50% rispetto a un anno fa) e ai fuorisede. Sono tanti gli insegnanti meridionali che non hanno avuto nemmeno il tempo di festeggiare l’assegnazione di una cattedra al Nord, per poi scoprire che lo stipendio non è sufficiente per vivere dignitosamente, soprattutto nei grandi centri. Sono alle prese con difficoltà simili anche le famiglie di studenti fuorisede: secondo uno studio di Immobiliare.it, oggi una singola a Milano costa in media 626 euro, a Bologna 482 e a Roma 463 euro. Tutto questo senza considerare luce, gas e telefono, oltre alle commissioni per l’eventuale agenzia. Attualmente le residenze per studenti presenti nella Penisola sono sufficienti per 40 mila ragazzi, a fronte di una domanda di fuori sede che supera quota 700 mila. All’approvazione del Pnrr, un rullo di tamburi aveva accolto la notizia dei 960 milioni a disposizione per realizzare 52.500 nuovi posti letto entro il 2026, ma a fine 2022 risultavano completate strutture per appena 7.500 posti. Né è lecito attendersi un’accelerazione a breve, dato che le risorse in arrivo con la terza tranche dei fondi europei è stata congelata proprio perché la Commissione Ue vuole vederci chiaro sulla messa a terra dei progetti in questo campo.

 

Non finisce qui, dato che anche le altre voci di spesa sono in crescita. Ad agosto i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto carrello della spesa, sono cresciuti del 9,6% nel confronto annuo, quasi il doppio dell’inflazione in generale (+5,5%). L’inflazione non risparmia la scuola, con i prezzi di libri e cancelleria in crescita del 10% rispetto a un anno fa, secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori.

 

Dato lo scenario, non resta che cercare occasioni di risparmio, anche grazie alle opportunità offerte dal digitale. Tra le app gratuite, meritano una menzione DoveConviene e VolantinoFacile, che consentono di sfogliare i volantini delle principali catene di grande distribuzione presenti in Italia e di ricevere notifiche quando vi sono delle promozioni. TrovaPrezzi è invece un comparatore online tra i vari marketplace online, che consente di mettere a confronto i prezzi di circa 13 milioni di prodotti commercializzati sul web. Mentre Togoodtogo permette di prenotare delle “box” di prodotti in scadenza nei negozi di bar, ristoranti, panifici e supermercati. Tutti strumenti per limitare i danni, con la speranza che la corsa dei prezzi torni su ritmi ordinari nel giro di qualche mese.

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