Generare o meno profitti "non impedirà la nostra capacità di soddisfare il nostro mandato 'Whatever it takes'", ha dichiarato la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante il suo intervento in commissione Econ (per i problemi economici e monetari) al Parlamento europeo. "Siamo determinati a garantire che l'inflazione si stabilizzi in modo sostenibile al nostro obiettivo di medio termine del 2%", ha continuato la presidente, intervenuta a Bruxelles. "Una banca centrale non è a scopo di lucro, perché se lo facessimo non manterremmo fede al nostro mandato che è quello della stabilità dei prezzi. Ci sono state delle perdite nell'ultimo paio d'anni e ce ne potrebbero essere anche altre, però a un livello significativamente minore. Queste perdite sono state causate dalle variazioni dei tassi di interesse", ha affermato Lagarde. Che sui tassi ha ammesso, però, di non poter dare garanzie: "Nelle attuali condizioni di crescente incertezza, seguiremo un approccio dipendente dai dati e riunione per riunione per determinare l'appropriata posizione di politica monetaria. Non ci stiamo impegnando in anticipo su un particolare percorso di tasso".
Secondo un'analisi della Bce, le misure prese nella guerra commerciale contro il presidente Donald Trump potrebbero essere controproducenti. I dazi statunitensi del 25% sulle importazioni dall'Europa "ridurrebbero la crescita dell'area dell'euro di circa 0,3 punti percentuali nel primo anno". Percentuale che "aumenterebbe a circa mezzo punto" se ci fosse una risposta europea sotto forma di aumento delle imposte sulle importazioni statunitensi. Stime incerte, quindi, strettamente legate all'incertezza in campo geopolitico: "L'impatto degli aumenti tariffari potrebbe essere non lineare, ad esempio a causa di una significativa riconfigurazione delle catene di fornitura globali", ha aggiunto. "L'elevato livello di incertezza politica ci impone di rimanere vigili e pronti ad agire per proteggere la stabilità dei prezzi".
Lagarde non ha poi mancato di accennare al recente risiko bancario italiano, ricordando che "il 13 marzo la Bce ha pubblicato la decisione di non opporsi al piano di UniCredit di convertire i derivati in una posizione che le garantirebbe una partecipazione significativa nel capitale di Commerzbank". E ha aggiunto: "Mi dà l'opportunità di ricordare che un quadro che supporti la resilienza delle banche è di fondamentale importanza".
Tra le questioni affrontate, non poteva mancare all'appello l'impatto degli investimenti per la difesa voluti da Ursula von der Leyen. Si tratta di una spesa che, per la presidente della Bce, avrà delle conseguenze in termini di inflazione, livello di prezzi e crescita della produzione. "Tutto questo sarà un fattore che determinerà il modo in cui verrà prodotto il finanziamento. Da dove provengono i prodotti che verranno acquistati? Credo che dovremmo prestare molta attenzione a questo aspetto. Quindi, per reperire i finanziamenti, sarà necessaria una combinazione di approcci nazionali? Sarà guidato prevalentemente dagli europei?". Domande di cui la Bce attende una risposta, per poterne determinare impatto e livello di cambiamento.
"Qualsiasi cosa" come un sequestro degli asset russi immobilizzati "dovrebbe realmente tenere conto delle conseguenze sulla stabilità finanziaria, nell'ordine monetario, dei principi di diritto internazionale che desideriamo tanto vedere rispettati da un paese come la Russia, anziché violarli. E penso che su entrambi i fronti i governi dovranno riflettere a lungo e attentamente prima di decidere di muoversi in qualsiasi direzione", ha aggiunto la numero uno della Bce, nel suo discorso all'Eurocamera.