Economia
18 marzo, 2026Per gli autotrasportatori è previsto un credito d’imposta del 28% sull’acquisto di gasolio. Il decreto, per di più, introduce controlli più severi contro possibili speculazioni. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi potrà segnalare aumenti anomali alla Guardia di Finanza
Il governo interviene contro il caro carburanti. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge per ridurre i prezzi alla pompa, saliti dopo la crisi internazionale legata alla guerra in Iran. Il provvedimento, esaminato in una riunione convocata nella serata di mercoledì 18 marzo a Palazzo Chigi, era l’unico all’ordine del giorno. Il titolo del decreto parla di “disposizioni urgenti” sui prezzi petroliferi connessi alle tensioni dei mercati internazionali. Le misure saranno temporanee. Il governo lavora a un primo pacchetto con risorse sotto il miliardo di euro. L’orizzonte è di alcune settimane, ma l’esecutivo è pronto a prorogare gli interventi se la crisi dovesse continuare.
Al Tg1 la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato che il decreto varato introduce un taglio di "25 centesimi al litro" sul prezzo dei carburanti.
Tra le principali novità c’è il rafforzamento della social card, una carta elettronica prepagata messa a disposizione dallo Stato per aiutare le persone e le famiglie con redditi ridotti. L’obiettivo è sostenere i nuclei a basso reddito, colpiti dall’aumento dei prezzi. Le risorse salgono da 500 a 630 milioni di euro per il 2026. L’incremento è di 130 milioni e il contributo sarà distribuito ai beneficiari in base ai nuovi fondi disponibili.
Arrivano aiuti anche per il settore dei trasporti. Per gli autotrasportatori è previsto un credito d’imposta del 28% sull’acquisto di gasolio. La misura vale complessivamente 608 milioni di euro. L’obiettivo è contenere l’aumento dei costi logistici, che si riflettono sui prezzi delle merci. Il decreto, per di più, introduce controlli più severi contro possibili speculazioni, un tema caro ai discorsi politici delle ultime settimane. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi potrà segnalare aumenti anomali alla Guardia di Finanza.
Saranno verificati i costi lungo tutta la filiera, dai distributori fino all’acquisto del greggio. In caso di irregolarità, scatteranno segnalazioni all’Antitrust e al governo. Se emergono ipotesi di reato, gli atti saranno trasmessi alla magistratura entro due giorni. Si punta a contrastare le “manovre speculative su merci”.
Sul fronte politico, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha invitato sempre oggi al dialogo con le compagnie petrolifere. Un eventuale prelievo sugli extra-profitti resta “extrema ratio”, che scatterebbe solo in caso di mancata collaborazione delle aziende.
Intanto il Partito democratico incalza il governo. Sempre nella giornata di mercoledì 18 marzo, la senatrice Cristina Tajani ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il Pd chiede perché non vengano attivate le accise mobili, già previste dalla normativa, che si modificano automaticamente in base a determinate condizioni, di solito il prezzo del bene. Secondo i dem, lo strumento potrebbe attenuare almeno in parte l’aumento dei prezzi.
Nel documento si sottolineano i rischi per l’inflazione e per i bilanci delle famiglie. I rincari dei carburanti incidono sui trasporti e quindi sul costo dei beni. Le cifre contenute nella bozza, però, restano provvisorie. Il testo potrebbe subire modifiche nei prossimi passaggi. L’obiettivo del governo è intervenire rapidamente, perché l’andamento dei mercati internazionali è più che mai variabile.
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