Economia
11 marzo, 2026Si allarga l'inchiesta di Banca Progetto, al centro delle operazioni c'è il broker milanese Marco Savio, già agli arresti nei mesi scorsi e fratello del pm Paolo Savio
Si allarga ulteriormente l'inchiesta su Banca Progetto: nelle scorse ore la Guardia di Finanza di Brescia, coordinati dalla Procura bresciana, ha sequestrato 21 milioni di euro per presunta truffa aggravata finalizzata a ottenere finanziamenti pubblici garantiti dallo Stato. Il provvedimento riguarda Banca Progetto, l'istituto di credito che è attualmente in amministrazione straordinaria, e la società di consulenza finanziaria bresciana al centro dell'operazione fa capo al broker Marco Savio, già arrestato nei mesi scorsi, e fratello di Paolo Savio, procuratore della direzione nazionale antimafia.
Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia e il Nucleo Speciale polizia Valutaria hanno effettuato un sequestro preventivo di oltre 21 milioni di euro nei confronti di Marco Savio, in seguito alle attività investigative che, già a novembre del 2024, avevano portato all'esecuzione di misure cautelari personali e reali nei confronti dello stesso broker che avrebbe ottenuto, «con modalità irregolari, tre prestiti assistiti dal Fondo centrale di garanzia a favore delle piccole e medie imprese del Mediocredito Centrale», scrive la Gdf nel comunicato diramato oggi.
I prestiti assistiti dallo Stato tramite Mediocredito centrale erano stati erogati dalla banca milanese e la Guardia di Finanza ha effettuato verifiche su un totale di 370 finanziamenti di questo tipo per un valore complessivo di 411,3 milioni di euro: «Si è perciò valutato di procedere nei confronti dell’istituto bancario ai sensi del d.lgs. 231/2001 allo scopo di verificare una sua eventuale responsabilità amministrativa tale da aver consentito le condotte criminose. Parallelamente al lavoro della polizia giudiziaria, la Procura della Repubblica ha valutato anche gli esiti delle relazioni svolte da un commissario giudiziale nel frattempo nominato dal Tribunale di Milano, nonché gli esiti di una verifica ispettiva condotta dalla Banca d’Italia. Gli elementi finora acquisiti hanno portato a ritenere l’esistenza di un danno effettivo e uno potenziale per Mediocredito centrale e quindi per lo Stato italiano. Si è reso quindi necessario richiedere un sequestro preventivo sia delle somme già erogate da MCC sia delle ulteriori che tale istituto avrebbe dovuto versare alla banca milanese in conseguenza delle fidejussioni prestate. Il danno finora accertato è pari a 4,2 milioni di euro in relazione alle garanzie effettivamente escusse, mentre altri valori, per circa 17 milioni, sono stati sottoposti a sequestro per impedire l’escussione di nuove garanzie», dice la Guardia di Finanza bresciana.
Dall'analisi forense dei cellulari già sotto sequestro e dall'analisi del modello organizzatico di Banca Progetto emergerebbero criticità sistematiche dei controlli connessi alla valutazione del merito creditizio, alla funzione antiriciclaggio, le cui normative sarebbero state disattese a causa, innanzitutto, di una strutturale carenza organizzativa. Il Gip del Tribunale di Brescia ha quindi disposto il sequestro preventivo di 4,2 milioni verso Banca Progetto e di circa 470 mila euro alla società di intermediazione bresciana e il sequestro preventivo dei diritti di credito vantati dalla banca milanese verso Medio Credito Centrale, in relazione ai contratti di finanziamento stipulati tra la banca e 9 società nei quali è intervenuta l'intermediazione delle società di consulenza finanziaria bresciana, per 17 milioni.
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