Economia
12 marzo, 2026Finanz, una delle startup finaliste del bando de L’Espresso, ha l’obiettivo di rendere l’educazione finanziaria accessibile a tutti attraverso lezioni brevi, esempi, quiz
Btp, etf, bond pluriennali. E si potrebbe continuare a lungo. Il lessico della finanza, si sa, è ostico e respingente. Sigle, parole straniere e concetti che sembrano poter essere padroneggiati solamente da chi è esperto della materia. E così la maggior parte della popolazione si trova irrimediabilmente esclusa da un mondo che, volenti o nolenti, riguarda i propri risparmi e che può aprire numerose possibilità su come gestirli. Eppure, basterebbero anche solo pochi minuti al giorno per cominciare a districarsi in questa complicata matassa. O almeno è la convinzione dei quattro giovani founder di Finanz, una delle startup finaliste del bando “Sette idee per cambiare l’Italia”. Milanesi, under 23 e amici di vecchia data, nel 2024 hanno lanciato l’applicazione con una missione chiara: rendere la finanza comprensibile e accessibile a tutti. «Siamo partiti dalle scuole», ricorda a L’Espresso Lorenzo Perrotta, uno degli ideatori del progetto. Lorenzo, insieme ai suoi soci Andrea Pasini, Matteo Spreafico e Matteo Longoni, ha cominciato a girare l’Italia in lungo e in largo armato di pazienza e passione.
«Abbiamo fatto un vero e proprio road tour. Andavamo in pullman, ci rimborsavano appena le spese di viaggio. Ci invitavano nelle assemblee di istituto e noi andavamo a parlare. Cominciavamo sempre chiedendo chi tra di loro avesse mai investito nella vita. Nessuno si alzava in piedi. Poi chiedevamo chi di loro avrebbe voluto nel futuro comprare una propria casa. E tutti rispondevano di sì. Allora cominciavamo a parlare di educazione finanziaria». I rudimenti di base e le conoscenze indispensabili per non sentirsi totalmente a digiuno della materia. «Abbiamo girato più di cento scuole – continua Lorenzo Perrotta – e incontrato decine di migliaia di ragazzi. Poi però ci siamo stancati (ride ndr). E allora abbiamo deciso di progettare Finanz». L’applicazione, disponibile gratuitamente su tutte le piattaforme digitali, è strutturata sulla falsariga di quelle che aiutano gli utenti a imparare le lingue. Ci si crea un proprio profilo e poi si cominciano a seguire le lezioni che vengono proposte. Tra piccole curiosità, aneddoti e meme a tema, ogni unità affronta un argomento specifico con poche parole ed esempi concreti. Alla fine, poi, c’è anche spazio per testare l’apprendimento delle nuove conoscenze con alcune domande. «Durante il periodo del Covid – prosegue Lorenzo – abbiamo approfondito sempre di più i meccanismi che regolano il mondo finanziario. All’inizio era semplice curiosità personale, poi abbiamo pensato di rendere le nostre conoscenze fruibili per il maggior numero di persone». Nel primo mese, i download di Finanz sono stati circa 15mila, ora la comunità conta più di 100mila persone. «Ora noi cresciamo tantissimo soprattutto grazie a chi ci consiglia ai propri amici e fa scaricare loro l’app».
L’interesse è intergenerazionale. All’iscrizione c’è infatti un piccolo questionario per capire il profilo e le esigenze di ciascuno. Si va dai ragazzi che vogliono cominciare a investire qualche risparmio agli over 40, più interessati al funzionamento dei fondi pensionistici. «L’educazione finanziaria ti concede libertà di scelta quando pianifichi il tuo futuro. Ma la scuola non sa come insegnarla. Alla maggior parte degli italiani mancano anche i concetti di base. Nove su dieci non investono direttamente i loro soldi. Ci sono circa dieci triliardi di euro fermi in banca. E il problema è che diventano stagnanti e, a causa dell’inflazione, perdono tutto il loro potere d’acquisto in pochi anni. Ricordo che, un giorno, il mio professore di economia ci disse che non eravamo capre, ma semplicemente nessuno ci aveva mai spiegato per bene le nozioni che ci potevano servire».
Secondo i dati Ocse, 335 milioni di europei non investono i propri soldi. Soprattutto perché non hanno idea di come farlo, dato che solamente poco meno del 20% dei cittadini dell’Ue possiede competenze avanzate in materia economica. Un settore che peraltro negli ultimi anni deve confrontarsi anche con una grande diffidenza a causa del proliferare di sedicenti esperti che si rivelano invece solamente scaltri approfittatori. Su Finanz, invece, si comincia dal livello principiante. Cinque minuti al giorno, niente gergo tecnico e spiegazioni concrete: queste sono le promesse di una delle prime lezioni. E nel percorso vengono sviluppati temi sempre più articolati. Cosa sono le azioni, come si possono comprare e come valutare il rapporto costi-benefici. Ma anche come costruire un proprio portafoglio finanziario che sia equilibrato e remunerativo. Fino ad arrivare a parlare di megatrend o macroeconomia. Ce n’è, insomma, per tutti i gusti e per tutte le esigenze: da chi ha deciso di approcciare a questo mondo a chi è già stato svezzato, ma vuole avere qualche strumento in più.
Pochi mesi fa si è chiuso un round di finanziamenti da parte degli investitori che ha portato 700mila euro nelle casse del progetto. Fondi che saranno chiave per accelerare la crescita dell’app. Sulle strade future Lorenzo Perrotta ha le idee piuttosto chiare. «Dobbiamo proseguire su questa strada. Cercheremo di raccogliere altri finanziamenti e poi punteremo molto sul marketing. Stiamo cercando, e nei prossimi mesi sarà realtà, di essere integrati come servizio che le banche forniranno ai loro clienti. Il nostro obiettivo – conclude – è quello di diventare la prima app in Europa per l’educazione finanziaria»
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Guerra: chi paga il conto? - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 13 marzo, è disponibile in edicola e in app



