Economia
9 marzo, 2026Intanto, l'Ungheria ha chiesto la revoca immediata del divieto sulle importazioni di petrolio e gas dalla Russia
Al decimo giorno di guerra in Iran, i prezzi dell'energia continuano a salire. In particolare, lunedì 9 marzo il prezzo del gas ha raggiunto una cifra record. All’hub olandese Ttf, il principale mercato di riferimento in Europa i future sono saliti del 24,6%, arrivando a 66,5 euro per megawattora, dopo un aumento iniziale che si attestava vicino al 30%.
L’intensificarsi del conflitto in Iran e più in generale in Medio Oriente sta spingendo verso l’alto anche i prezzi del petrolio. Nonostante l’aumento, però, il prezzo del gas resta più basso rispetto ai livelli raggiunti nel 2022 all’inizio della guerra in Ucraina, quando aveva superato i 300 euro per megawattora.
Anche in Italia si registra un leggero rialzo: l’Italian Gas Index (IGI) per il 9 marzo è pari a 51,03 euro per megawattora, in crescita rispetto ai 50,15 euro registrati l’8 marzo, secondo il dato diffuso dal Gestore dei mercati energetici (Gme).
Anche secondo le stime di Facile.it, il prolungarsi della guerra starebbe facendo aumentare il costo dell’energia e dei carburanti. In media, le bollette di luce e gas potrebbero salire complessivamente di circa 402 euro, di cui oltre 300 euro per il gas e quasi 100 per l’elettricità, portando la spesa annua a 2.829 euro.
Anche i carburanti sono in aumento. Rispetto ai livelli del 23 febbraio, la benzina è arrivata a +7% l’8 marzo, mentre il diesel ha registrato un incremento ancora più forte, fino al +15%.
L’impatto si riflette sui costi annuali: per un’auto che percorre 10 mila chilometri l’anno, la spesa per il carburante è aumentata fino a 79 euro per la benzina e 140 euro per il diesel. Gli aumenti sono ancora più evidenti nel settore degli autotrasporti, dove il costo del diesel per percorrere 3.000 chilometri è cresciuto fino a 191 euro in più rispetto ai valori precedenti al conflitto.
Mantra di questi giorni delle forze politiche d'opposizione è la necessità di raggiungere l'indipendenza energetica, proprio per evitare di rimanere ostaggio degli sconvolgimenti geopolitici e degli interessi dei Paesi più autocratici, come sta accadendo anche negli ultimi giorni.
Sul tema, in particolare, si è pronunciato il leader di Alleanza Verdi Sinistra Angelo Bonelli, che in una intervista al Corriere della Sera ha detto: "Questa guerra in Iran sta mettendo in evidenza il grande errore di Giorgia Meloni" cioè "non aver costruito un'autonomia energetica, adesso per il gas dipendiamo solo dagli arabi e da Trump". Secondo Bonelli, un'autonomia che può essere costruita "accelerando la transizione ecologica ed energetica - spiega - Questo governo invece ha solo voluto affossarla. Con un grande danno per i cittadini. Per i loro portafogli". A questo proposito, il deputato ricorda che nel "2025 le installazioni degli impianti di energie rinnovabili sono diminuite del 27%". Quanto al nucleare, per Bonelli "ci vuole troppo tempo". "Dobbiamo pensare all'oggi - dice - a come oggi possiamo fornire agli italiani energia a basso costo fuori dal condizionamento della guerra". E aggiunge che per le rinnovabili ci vuole meno tempo: "possono essere impiantate anche in due, due anni e mezzo. È l'unica strategia possibile per sottrarci dalla dipendenza del gas arabo, del Gnl, il gas liquido americano. Dalla logica della guerra".
Nel frattempo, l'Ungheria ha chiesto la revoca immediata del divieto sulle importazioni di petrolio e gas dalla Russia alla luce della chiusura dello stretto di Hormuz. Lo ha scritto il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó, sottolineando come l'escalation in corso metta a rischio "una quota importante dell'approvvigionamento energetico globale". "L'Europa - ha sottolineato - è particolarmente esposta perché l'Ue aveva già vietato le importazioni di energia dalla Russia. Ora il conflitto in Medio Oriente sta riducendo anche l'offerta globale. Quando l'offerta diminuisce, i prezzi aumentano. L'Europa si trova quindi ad affrontare il rischio di drastici aumenti dei prezzi". "Se Bruxelles manterrà le sanzioni - ha avvertito - ciò causerà gravi danni ai cittadini europei e all'economia europea. L'attenzione dovrebbe concentrarsi sulla tutela degli interessi degli europei, non sull'ideologia".
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