Giovani
27 gennaio, 2026L'Assemblea nazionale ha approvato il disegno di legge con 131 voti favorevoli e 21 contrari. Dalla misura è escluso Whatsapp. Ora la palla passa al Senato
Dalla Francia arriva un primo via libera allo stop dei social network per i minori di 15 anni, con l'approvazione da parte della Camera del provvedimento che ora passerà al vaglio del Senato. Secondo l’Eliseo, si tratta di una misura necessaria per proteggere la salute mentale dei ragazzi. "Perché il cervello dei nostri figli non è in vendita. Né sulle piattaforme americane, né sulle reti cinesi", ha scritto su X il presidente Emmanuel Macron.
Con 131 voti favorevoli e 21 contrari, l’Assemblea nazionale - la camera bassa del Parlamento francese - ha approvato la proposta di legge. La palla ora passa al Senato, che potrà decidere per l’approvazione definitiva. Nel caso il divieto diventi ufficiale, la Francia si accoderebbe all’Australia, che ha escluso dall’utilizzo dei social tutti i cittadini under 16. L’entrata in vigore è prevista per il 1 gennaio 2027.
L’approvazione del divieto arriva dopo una commissione d'inchiesta parlamentare che aveva diffuso 43 raccomandazioni in materia, pubblicando un rapporto sul tema degli effetti psicologici dell’uso dei social sui minori.
Il disegno di legge distingue tra social network e “sistemi di messaggeria privata interpersonale”. Il divieto si applicherà a Instagram, TikTok, Snapchat, ma non riguarderà Whatsapp e Signal. Per monitorare gli accessi, verranno introdotti dei sistemi di verifica dell’età, non solo su nuovi account, ma anche su quelli già esistenti.
La conformità con il diritto europeo
Nelle scorse settimane, il Consiglio di Stato francese era intervenuto sul tema chiedendo la riscrittura di una parte del testo della norma. Secondo l’organismo, ci sarebbero stati problemi di conformità con il diritto europeo e le libertà fondamentali sarebbero state messe a rischio. Il Consiglio di Stato sosteneva infatti che per quanto riguarda i sistemi di verifica dell’età, sia compito dell’Ue imporre o meno nuovi obblighi alle piattaforme digitali. Così, il testo è stato in parte rivisto rispetto alla prima versione. Secondo il giurista Brunessen Bertrand, intervistato sul tema da Le Monde, si tratterebbe di una “normativa giuridicamente fragile”, basata su una “lettura estensiva e molto discutibile” delle regole europee.
L'utilizzo nelle scuole
Il testo mirava inizialmente a estendere il divieto di utilizzo dei cellulari anche alle scuole superiori, come già avviene nelle scuole primarie e secondarie francesi. I parlamentari hanno concluso però che spetta ai regolamenti interni specificare "i luoghi e le condizioni d'uso" dei cellulari. In caso contrario, il loro utilizzo è "vietato durante le lezioni e nei corridoi, ma consentito in un'area definita del cortile".
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