Mondo
4 marzo, 2026Articoli correlati
Il capo di Stato è tornato a parlare del conflitto in Iran dopo il suo "no" convito alla guerra. Intervenendo a un evento istituzionale al Museo del Prado in previsione della Giornata internazionale della donna il prossimo 8 marzo, Sánchez ha sottolineato l'importanza della libertà delle donne iraniane e di quanto questa non possa essere utilizzata come pretesto per generare violenza
La pace di uno Stato passa anche attraverso i diritti delle donne. Il premier spagnolo Pedro Sànchez è tornato a parlare del conflitto in Iran dopo il suo "no" convinto alla guerra. Intervenendo a un evento istituzionale al Museo del Prado in previsione della Giornata internazionale della donna - il prossimo 8 marzo -, Sánchez ha parlato dell'importanza della libertà delle donne iraniane e di quanto questa non possa essere utilizzata come pretesto per generare violenza. "I diritti delle donne e delle bambine non devono essere mai un alibi per lanciare guerre che rispondono ad altri interessi. Un argomento per bombardare altri Paesi. Se davvero crediamo nella libertà delle donne iraniane, la risposta non può essere più violenza. Deve essere più diplomazia, più sostegno a chi lotta dall'interno e più diritto internazionale".
La condanna del regime
Sánchez ha insistito sulla condanna da parte del governo spagnolo del regime degli Ayatollah. "L'intera società spagnola ha sempre condannato e ripudiato il regime iraniano, in particolare la sua oppressione delle donne. Abbiamo alzato la voce dopo la morte di Mahsa Amini nel 2022, e gridato con le donne iraniane 'donne, vita e libertà'. Ma con la stessa convinzione con cui abbiamo condannato la repressione sofferta dal popolo iraniano, condanniamo la distruzione di scuole, di ospedali che ora lasciano centinaia di vittime, molte delle quali donne e bambine", ha concluso Sánchez riferendosi, agli attacchi israelo-statunitensi sull'Iran.
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