I 70 anni de L'Espresso
11 novembre, 2025Nel 2011, in un periodo complesso per il governo Berlusconi, era il presidente della Repubblica Napolitano, secondo L’Espresso, a tenere le redini del Paese, con una squadra di funzionari
Per L’Espresso il 2011 in Italia fu l’anno della “corte di Re Giorgio”, ovvero l’insieme di figure chiamate a «riempire il vuoto di Berlusconi» nel panorama politico. Esisteva cioè, una macchina quirinalizia guidata dal segretario generale Donato Marra, che con le sue frequenti telefonate faceva da anello di congiunzione tra la presidenza della Repubblica e il mondo politico. Il cosiddetto governo del presidente, quindi, entrava sempre più spesso in funzione di supplenza quando il governo Berlusconi latitava o si distraeva. Napolitano, tuttavia, anche rispetto ad alcuni suoi predecessori, preferiva mantenersi arbitro da lontano, esercitando una “moral suasion”, una pressione morale «più che un interventismo urlato». Di fronte, tuttavia, al vuoto politico del 2011, scriveva L’Espresso, era più che mai necessario accogliere l’invito del presidente a «tenere fuori dalle tensioni l’economia, la giustizia e le istituzioni» per poter essere in grado di oltrepassare una nuova e «lunga notte della Repubblica».
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