Protesta dei grillini in Regione Lombardia. Ma Fabrizio Sala oppone il segreto bancario. Il suo conto con il costruttore rivelato da l'Espresso

Gli italiani chiedono trasparenza ai politici? L'Expo 2015, la più grande spesa pubblica nazionale del momento, merita la massima attenzione? Fabrizio Sala, politico di Forza Italia e assessore all'Expo per la Regione Lombardia, uno degli enti organizzatori, forse la pensa diversamente.

Sala ha infatti deciso di non rispondere a cinque semplici domande:

1) A quale titolo, quando era assessore all'Ambiente della Provincia di Monza e Brianza, Sala ha aperto un conto in favore del costruttore di Monza, Angelo Narducci?
2) Dove è stato aperto il conto (località, Stato, nome dell'istituto)?
3) A quanto ammonta il denaro che il costruttore Narducci ha consegnato a Sala?
4) Il conto è ancora operativo?
5) Ora che Sala è assessore all'Expo, Narducci continua a consegnargli denaro?

Narducci non è un semplice costruttore. È un benefattore per alcuni politici del centrodestra: ha venduto un appartamento con «sconto amico» al figlio del senatore ed ex ministro Paolo Romani, Federico, consigliere provinciale in Brianza. Ed è stato da poco condannato in primo grado dal Tribunale di Monza con sospensione della pena a un anno e quattro mesi: nel 2010, quando condivideva il conto con l'allora assessore all'Ambiente, Narducci era sotto inchiesta con l'accusa di aver fatto falsificare i documenti di bonifica di alcuni terreni industriali su cui intendeva costruire case.

L'INCHIESTA "Caro assessore, c'è un conto per te"

Fabrizio Sala, però, non parla. Né del conto né dell'amico. Si è rifiutato di rispondere al consiglio regionale, dopo una richiesta di convocazione presentata dal Movimento 5 Stelle in seguito alla pubblicazione su «l'Espresso» dell'inchiesta «Gattopardi di Provincia». Nessun chiarimento è stato invece sollecitato dall'altro partito d'opposizione in Lombardia, il Pd.

Al posto di Sala, presente in aula, ha parlato il presidente del gruppo di Forza Italia in Regione, Claudio Pedrazzini: «Ricordo che il collega Sala non solo non è mai stato accusato di nulla per quanto riguarda i fatti riportati dal settimanale l'Espresso, ma non è stato neppure indagato. E oltretutto nessun magistrato ha ritenuto necessario ascoltarlo su un procedimento del 2010 ormai chiuso. È vergognoso».

È vero, Sala non è mai stato indagato per i suoi rapporti amichevoli con Angelo Narducci. Le cinque domande che «l'Espresso» gli ha posto sono infatti frutto di doverosa curiosità giornalistica, non un interrogatorio: perché un politico incaricato di proteggere l'ambiente condivide «un conto» e un «mucchio di soldi» con un costruttore che nello stesso periodo viene indagato, poi processato e condannato in primo grado per reati che riguardano l'ambiente?

Questa la risposta che l'assessore all'Expo ci ha inviato: «Dal 1997 svolgo l'attività professionale di promotore finanziario. Sono quindi tenuto al rispetto del segreto professionale, del segreto bancario e, soprattutto, al rispetto della privacy».

Uno dei massimi rappresentanti pubblici di Expo 2015 è contemporaneamente un promotore finanziario. Lo dice lui. Ma si può essere assessore all'Ambiente e ora all'Expo e allo stesso tempo fare affari come promotore finanziario? Può un assessore opporre il segreto professionale a domande sui rapporti con clienti condannati per aver violato la legge? Non è un conflitto di interessi, è un groviglio. Anche perché Sala è pure assessore regionale alla Internazionalizzazione delle imprese lombarde. Insomma, stando agli incarichi istituzionali, promuove anche quelle. Ed è l'immagine con cui la Lombardia si avvia a inaugurare, il primo maggio, l'Expo 2015.

Ovviamente, per dirla con il presidente di Forza Italia, tutto questo non è reato. Ma davvero la trasparenza politica va misurata soltanto attraverso il codice penale? La storia del conto è emersa durante una telefonata (ascolta) tra Sala e Narducci, in quel periodo intercettato: «Ti avevo chiesto di vedere lì cosa mi viene fuori che devo darti un mucchio di soldi per quel conto che mi avevi aperto lì...», dice il costruttore. «Aaaahhh», risponde Sala. E ripete sei volte: «Hai ragione».
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I consiglieri grillini annunciano ora una mozione di censura contro l'assessore. Hanno protestato in aula con cartelli che riportavano le frasi della telefonata, in cui Narducci racconta a Sala anche della casa venduta con il «suo sconto tra virgolette amico» al figlio del senatore Paolo Romani.

«Non è la prima volta che l’assessore Sala offre testimonianza di una condotta che definirei leggera se parliamo di etica politica», commenta il consigliere M5S, Gianmarco Corbetta. Si va dall'assunzione come collaboratore nel gennaio 2014 dell'ex presidente della società Brianzacque, successivamente inquisito nelle indagini sugli appalti per i rifiuti a Monza, fino al maggio del 2014: quando «stando alle carte delle indagini sulla cupola degli appalti Expo, Sala sarebbe uno dei personaggi politici su cui aveva scommesso Gianstefano Frigerio, capo della stessa cupola. Dovrebbe dimettersi: invece lo ritroviamo a gestire il più importante avvenimento degli ultimi anni», aggiunge Corbetta.

Scrivono i magistrati della Procura di Milano: «Frigerio mantiene da lungo tempo contatti con Fabrizio Sala che, come già descritto nell'informativa del 3 febbraio 2014, ha attivamente sostenuto nella corsa post elettorale al ruolo di sottosegretario presso la Regione Lombardia con delega all'Expo: carica che gli è stata effettivamente assegnata, a partire dal 6 maggio 2013». Dopo pochi mesi, il governatore Roberto Maroni ha ulteriormente promosso Sala: da sottosegretario è diventato assessore.

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