Innovazione
10 settembre, 2025Desing è la parola d’ordine a Cupertino, nella serata evento il cui tema, “Awe Dropping”, già delinea la meraviglia. Presentati i nuovi prodotti e tecnologie, segnando l’inizio di un nuovo corso per l’intero ecosistema Apple. Si è parlato poco di AI e più di visione e cura dei dettagli, è sembrato quasi un omaggio a Steve Jobs
“Il design non è solo l'aspetto e la sensazione che trasmette. Il design è il modo in cui funziona”. Citando Steve Jobs si apre “Awe Dropping”, l’evento che il popolo Apple ha segnato in rosso sul calendario. L’attesa per iPhone 17 è finita. Mentre il mercato globale è in frenata e i rivali si fanno sempre più aggressivi, specie se si guarda all’AI generativa, il design diventa la chiave di volta, con l’obiettivo di mantenere lo smartphone al centro del business, mentre software, servizi e accessori orbitano attorno al suo successo.
“Per Apple il design è sempre stato fondamentale, per quello che siamo e per quello che facciamo”. Con queste parole Tim Cook apre il video evento di lancio dei nuovi prodotti Apple – girato con iPhone e montato su Mac – ricollocando il concetto di Design: “Per noi va oltre l’aspetto delle cose, il design riguarda anche il funzionamento, ‘Design is also how it works’. Questa filosofia è alla base di quello che facciamo” i prodotti sono tutt’uno con l’esperienza di utilizzo, come il nuovo “liquid Glass”, che “porta fluidità, vitalità e flessiblità alle cose che facciamo tutti i giorni”, annuncia Cook.
iPhone 17 e l'ottimizzazione
È Karene Drance, Vp Iphone Product manager, a presentare nel dettaglio il “nuovo nato”, partendo dal buquet di colori disponibili: lavanda, blu nebbia, nero, bianco e salvia. Per passare ai dettagli di design: schermo da 6,3 pollici, bordi ridotti al minimo, la qualità punta sulla ProMotion con frequenza variabile fino a 120 Hz, per una fluidità che si adatta ai contenuti. Display “always on”: Quando non è in uso, il display sempre attivo si abbassa automaticamente a 1 Hz, mentre la schermata di blocco consente attività in tempo reale e si arricchisce di widget, mentre la luminosità dello schermo si auto-regola in base all’ambiente. Migliora anche la “resistenza”, con il Ceramic Shield di seconda generazione, tre volte più resistente ai graffi. Il cuore del nuovo prodotto è nella tecnologia: l’A19 a 3 nanometri è progettato per affiancare Apple Intelligence, abbinato a memoria ampliata e modelli linguistici on-device più veloci. Il risultato visibile è un device più reattivo, con autonomia superiore - fino al +90% rispetto a iPhone 14, +80% sul 15 e +20% sul 16 - e prestazioni grafiche “top”. iOS 26 abilita funzioni di Visual Intelligence - che riconosce ciò che appare sullo schermo e fornisce informazioni contestuali – il tutto con tutele della privacy integrate.
Migliorata anche la batteria: la promessa è “fino a otto ore aggiuntive di riproduzione video rispetto a iPhone 16”, per soddisfare l’evidente esigenza degli utenti che, statistiche di utilizzo alla mano, sono tutti “video connessi”. La funzione di ricarica rapida permette in soli 20 minuti di raggiungere il 50% di carica, mentre dieci minuti alla presa equivalgono ad otto ore di video.
Fotocamere alla ribalta
iPhone 17 introduce il sistema fotografico Dual Fusion da 48 MP: una tecnologia che unisce le capacità di due fotocamere in un unico flusso, con obiettivo principale da 48 MP e ingrandimento 2x a qualità ottica. Scatti ricchi di dettagli e file più leggeri, ideali per archiviare e condividere. L’ultra-grandangolo compie un salto netto, raggiungendo una risoluzione fino a quattro volte superiore rispetto a iPhone 16.
Nel 2024 gli utenti iPhone hanno realizzato oltre 500 miliardi di selfie: per loro arriva una nuova fotocamera frontale con Center Stage, che mantiene automaticamente il soggetto al centro. Debutta inoltre un sensore anteriore di forma quadrata, l’AI sceglie e adatta il formato dello scatto in base al numero di persone nell’inquadratura. A supporto della comunicazione, Live Translations offre traduzioni in tempo reale durante conversazioni e chiamate.
Pro, bro
I Pro tornano all’alluminio dopo l’era del titanio, puntando su leggerezza e migliore smaltimento del calore. Il retro abbandona il quadrato nell’angolo: le tre fotocamere migrano in una fascia orizzontale a tutta larghezza, con flash e LiDAR laterali. Il display mantiene le dimensioni note ma guadagna un rivestimento anti-riflesso più resistente. Dentro c’è l’A19 Pro a 3 nm con 12 GB di RAM; batterie più capienti soprattutto su Pro Max, ricarica wireless Qi 2.2 a 25 W e possibile ricarica inversa per accessori. Il teleobiettivo passa a 48 megapixel e si vocifera di uno zoom ottico fino a 8x e di diaframma variabile sulla principale. Anche la frontale sale a 24 megapixel; arriva la registrazione video simultanea fronte/retro.
Finisce l'era del plus
Il modello standard sostituisce la variante “Plus” e cresce a 6,3 pollici. LTPO e ProMotion a 120 Hz sbarcano anche qui, unificando l’esperienza visiva sull’intera famiglia. Sul retro restano due sensori da 48 megapixel (wide e ultra-wide), davanti arriva la 24 megapixel. Cornici più sottili, A19 a 3 nm, camera di vapore e la stessa piattaforma di connettività dei fratelli maggiori. MagSafe, Action Button e Camera Control restano di serie; la ricarica Qi 2.2 a 25 W apre ai caricabatterie di terze parti certificati.
145 grammi tech
Il protagonista inatteso è iPhone 17 Air, un modello che punta tutto su spessore e peso. Telaio in ceramica e titanio, spessore di ai 5,5 millimetri, peso 145 grammi. Numeri che cambiano radicalmente l’experience del device, ma comportano piccoli sacrifici, a partire da una batteria più contenuta. Apple punta sull’efficienza del chip A19 e su un modem “parsimonioso” per contenere l’impatto sull’autonomia. Una sola fotocamera posteriore da 48 megapixel inserita in un’isola orizzontale minimal, mentre la selfie camera è da 24 megapixel. Lo schermo LTPO da 6,6 pollici con ProMotion a 120 Hz allinea la fluidità a quella dei modelli superiori. Nuovo chip Wi-Fi con supporto al Wi-Fi 7, MagSafe e Qi 2.2 fino a 25 W completano il quadro. L’eventuale versione solo eSIM resta un’incognita strategica per la Cina. È un iPhone per chi sceglie estetica e leggerezza.
Chip and chic
I nuovi prodotti Apple saranno disponibili dal 19 settembre, con un range di prezzo compreso fra i 799 dollari e i 1.099 di partenza, in base al modello. Il Pro Max introduce per la prima volta l’opzione da 2 TB. Prenotazioni dal 13 settembre con programma di permuta esteso, a partire da iPhone 13. Si tratta del consueto copione autunnale, ma con un messaggio diverso: più concretezza visiva e meno proclami sull’AI.
Tecnologia al polso
Apple Watch Ultra 3 arriva all’undicesima serie, amplia il display, dotato di pannello Ltpo che migliora la leggibilità. Il chip S11, più compatto, crea spazio per batteria e moduli aggiuntivi. La novità più rilevante è la connettività satellitare per Sos e messaggi d’emergenza fuori rete, affiancata al modem 5G RedCap più efficiented. Il monitoraggio dei parametri tendenziale della pressione resta in sviluppo. Ricarica riprogettata con bobina più ampia.
Audio revolution
AirPods Pro 3 in tre parole: audio, salute e traduzioni al volo. Il case più sottile, senza pulsante fisico e con LED “nascosto” sotto la superficie. Un chip audio rivisto eleva qualità e cancellazione attiva del rumore. I sensori ottici nell’orecchio misurano la frequenza cardiaca con integrazione in Salute; la temperatura resta un’ipotesi. La traduzione in tempo reale sbarca in chat, FaceTime e chiamate con testo e voce quasi istantanei, in scia alle funzioni linguistiche dei nuovi sistemi operativi.
Largo ai software
Apple abbandona la progressione numerica (eravamo arrivati a iOs 19) e abbina il modello all’anno di uscita: iOS 26, iPadOS 26, macOS 26 (Tahoe), watchOS 26, tvOS 26 e visionOS 26. Il filo rosso è Liquid Glass, un linguaggio grafico fatto di trasparenze, profondità e reattività alla luce, erede estetico di visionOS. Su iPhone arriva il Call Screening, con segreteria in diretta per bloccare spam e truffe, filtri per mittenti sconosciuti in Messaggi, una nuova app Games che centralizza titoli Arcade, l’app Telefono ridisegnata. Si punta molto anche sulla funzione di traduzione automatica, potenziata grazie ad Apple Intelligence. Su macOS Tahoe, Spotlight evolve in un motore capace di cercare e agire sui contenuti; interfaccia più espressiva e pulsante per le attività in background. L’AI resta presente ma defilata; Siri non pervenuta, non le viene dedicato nessuno slot della presentazione annuale. Un segno da intepretare.
I rimandati
Nessuna notizia dell’iPad Pro con M5 e nessun nuovo Mac in tempi brevi: se ne riparla forse tra fine 2025 e inizio 2026. iPad Air e iPad “12” slittano alla primavera prossima, mentre lo Studio Display è rimandato a “data da definire”. L’iPhone 17e, modello più accessibile, è atteso all’inizio del 2026, probabilmente con un annuncio separato.
Awe dropping
Per il KeyNote 2025 Apple ha scelto una narrazione che parla “alla mano e all’occhio”: materiali, proporzioni, interfacce. Se l’AI non ruba la scena, è perché la priorità, almeno quest’anno, è ridisegnare il modo in cui il prodotto appare e si usa. Il giudizio finale, come sempre, spetta al pubblico: quanto vale oggi un iPhone più sottile e coerente rispetto a un elenco di funzioni “intelligenti”? Dal 19 settembre avremo una risposta.
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