Innovazione
16 febbraio, 2026Il servizio di telecomunicazioni satellitari di Jeff Bezos è un work in progress, ma ha grandi ambizioni. Un progetto “multi operatore” per i lanci, che per la prima volta sbarca in Europa
La costellazione per le Telecomunicazioni Space voluto da Jeff Bezos porta il nome di LEO dal novembre 2025 – il “nome in codice” di questa operazione, nata nel 2019, era stato inizialmente Project Kuiper, ispirato alla Fascia di Kuiper, una cintura di asteroidi ai confini del nostro sistema solare. LEO fa invece riferimento all’orbita bassa in cui saranno allocati i 4.500 satelliti - l’approvazione è arrivata dalla Federal Communication Commission ad inizio febbraio – come rivelato dalla Cnbc, che parla di un obiettivo dichiarato di una costellazione di circa 7.700 satelliti.
L'autorizzazione
L’autorizzazione dell’ente Usa fissa le date: Amazon dovrà lanciare il 50% della costellazione entro il 10 febbraio 2032, e completare entro il 10 febbraio 2035. L’obiettivo per luglio 2026 è stato fissato a 1600 satelliti, e rispetto ai 200 attualente in orbita, forse si
rileva un lieve ritardo. Tanto che Amazon pare abbia già chiesto alla Fcc una dilazione dell’obiettivo, che vorrebbe spostare a luglio 2028.
Il servizio internet offerto da Amazon non è ancora attivo in Italia, ma l’annuncio sul sito dell’azienda propone pacchetti che saranno operativi entro la fine dell’anno ad una velocità minima garantita di 100 Mbps di downlink.
Il lancio europeo
Tornando all’obiettivo “satelliti”, a due giorni da San Valentino e per la prima volta dallo spazioporto di Kourou, in Guiana Francese, un Ariane 64 ha portato in orbita 32 satelliti Amazon. I più attenti l’avranno già notato: è proprio il centro Spaziale da cui anche l’Esa – Agenzia Spaziale Europea – effettua i propri lanci. La svolta commerciale del Centro è degna di nota: con un opportuno restyling il lanciatore pesante Ariane 64 ha compiuto una missione per conto di un “privato”, Amazonn appunto.
Il progetto LEO – che sul sito ufficiale viene presentato come “il sistema di connettività globale sviluppato per offrire internet a banda larga dallo spazio e competere con Starlink”, è stato pensato per “scalare rapidamente”, con 80 lanci complessivi in programma, operati da diversi attori satellitari. Amazon ha già investito 10 miliardi di dollari solo a copertura dei costi di lancio con operatori quali Blue Origin – per giocare in casa – United Launch Alliance e anche Space X. Con Ariane 64 sono previsti e già contrattualizzati altri 17 lanci. E a far notizia il fatto che, per la prima volta, l’America chiami l’Europa in tema di Spazio.
Un grande successo
Questo volo è stato anche il sesto complessivo della famiglia Ariane 6, ma il primo a segnare un vero salto di classe rispetto alla configurazione precedente. “Oggi l’Europa – ha concluso Tolker-Nielsen – ha l’esigenza di lanciare molti più satelliti di prima, si sta puntando alla realizzazione di nuove costellazioni, satelliti per la difesa o per servizi vari. Ma per rispondere dobbiamo aumentare la cadenza dei lanci e puntare su razzi capaci di trasportare carichi maggiori”.
La missione è stata un successo. Celebrata a gran voce da tanti attori coinvolti, il volo commerciale del lanciatore pesante Ariane 64 ha segnato un punto di non ritorno per l’industria spaziale Europea. Questa versione del razzo ha subito diverse modifiche per essere pronta al carico LEO: alto 62 metri, per la prima volta è stato dotato di 4 booster – razzi laterali che forniscono la spinta iniziale – al posto dei classici due, per potenziare la capacità di carico in orbita bassa che è passata da 10.3 tonnellate alle 20 necessarie per trasportare i 32 satelliti Amazon. A completare l’opera di restyling del razzo, anche i motori P120 a propulsione solida - realizzati dall’italiana Avio – e il fairing che è stato realizzato nella misura di 20 metri di altezza, si tratta della parte finale del razzo, quella destinata a contenere il carico che viene portato in orbita, in questo caso i 32 satelliti Leo.
Foto in apertura: Esa
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