Innovazione
5 marzo, 2026Articoli correlati
Storia di un divorzio annunciato. Dario Amodei è il Ceo di Anthropic che, a muso duro, ha rifiutato al Pentagono l’uso “senza limiti” di Claude, il modello di AI approvato dai sistemi classificati dell’esercito americano. Il resto è storia, una storia che si scrive di ora in ora
La questione non è tecnica, ma etica. “Dobbiamo tracciare delle linee rosse – aveva dichiarato Dario Amodei a Cbs News – perché pensiamo che superare questo confine rosso sia contrario ai valori americani”. La vicenda è nota: alla richiesta del Pentagono di poter utilizzare Claude senza vincoli operativi, Amodei ha risposto picche. I due limiti a suo dire strutturali, e invalicabili, sono l’impossibilità di usare l’Ai per costruire armi pienamente automatizzate - come droni capaci di colpire senza supervisione umana - e il divieto dell’uso per la sorveglianza su larga scala dei cittadini americani. Pressioni di vario genere non sono state sufficienti per far cambiare idea al ceo di Anthropic, che a Cbs aveva anche dichiarato: “Abbiamo fatto quello che abbiamo fatto perché crediamo nell’America. Abbiamo sviluppato il nostro modello di Ai declinandolo nel contesto militare perché lo riteniamo utile per contrastare gli avversari, autocratici, dell’America”. È su questo doppio confine, le due linee rosse tracciate da Amodei, la trattativa col Pentagono si è incagliata fino a trasformarsi in una frattura politica.
Il soldato Claude
Il tema etico è esploso quando Claude era già un ingranaggio fondamentale di Maven Smart System, piattaforma di Palantir, capace di analizzare “big data” e informazioni classificate provenienti da satelliti, sorveglianza e altre fonti di intelligence. Con una sperimentazione cominciata nel 2024, il compito di Claude è stato quello di semplificare il sistema Maven, sviluppando in particolare la capacità di generare “digital twin” degli attacchi militari. Il che ha permesso, nel caso del recente attacco all’Iran, di fare un’analisi previsionale e produrre un elenco di obiettivi possibili con coordinate di localizzazione. Un compito che prima richiedeva settimane per essere realizzato. L’azione di Claude-Maven ha permesso di realizzare l’impossibile: circa 1.000 obiettivi colpiti nelle prime 24 ore di attacco. Già a maggio 2025 oltre 20 mila militari utilizzavano la piattaforma. Per questa ragione il contrasto con Anthropic non è solo un problema contrattuale: l’Ai è stata innestata nel circuito quotidiano delle decisioni, rimuoverla non è un gesto neutro.
Le linee rosse
Donald Trump ha parlato chiaro: vuole Anthropic fuori dalle agenzie federali in sei mesi. Il tutto perché Amodei non ha voluto cedere sull’accesso libero a Claude. Anthropic aveva un rapporto economico con il Dipartimento della Difesa, firmato a luglio 2025 del valore di 20 milioni di dollari. Ma il Pentagono, a seguito del rifiuto di Amodei, ha classificato l’azienda come “rischio per la catena di approvvigionamento”, in altre parole un problema per la sicurezza nazionale. Ma questo non ha impedito alla macchina militare di continuare a usare Claude, da cui è risultata essere completamente dipendente. Di fatto, se Amodei tentasse di interromperne l’operatività, l’amministrazione Usa sarebbe pronta a esercitare poteri governativi per trattenere lo strumento fino alla sostituzione: è in gioco la vita dei soldati.
Fra i due litiganti
Serve un sostituto? Ecco che si fa avanti OpenAi, che ha pensato bene di innestarsi nel “vuoto” lasciato dalla messa al bando di Anthropic. Sam Altman non ha perso tempo e ha annunciato un’intesa che consente l’integrazione dei modelli dell’azienda nelle reti classificate del Dipartimento della Difesa, che Trump ha ribattezzato “Department of War”. Sorge un dubbio, però, quando si apprende che l’accordo sia stato stipulato con le stesse clausole “contestate” ad Anthropic: no alla sorveglianza di massa interna e no all’impiego di sistemi d’arma autonomi e privi di controllo umano. La velocità dell’operazione, però, ha generato diffidenza immediata, anche perché resta la domanda centrale: se queste rassicurazioni erano disponibili, perché non hanno risolto lo scontro precedente con Anthropic? Altman ha fiutato il rischio di questa operazione, dichiarando di voler lavorare a integrazioni che rendano più espliciti i principi e prendano le distanze dalla scelta governativa di etichettare Anthropic come rischio nazionale per le catene di approvvigionamento.
Il popolo degli smartphone
In risposta al gesto di Altman è partita una campagna di boicottaggio - nota come QuitGPT – con 1,5 milioni di sostenitori che hanno “abbandonato” ChatGPT. Sul totale di 900 milioni di utenti, la perdita assume un valore simbolico, perché concentra in poco tempo una protesta coordinata contro la scelta di avvicinarsi al Pentagono. Secondo quanto riportato da Sensor Tower, solo negli Stati Uniti le disinstallazioni giornaliere di ChatGPT – anche quelle dei profili a pagamento e Pro - sarebbero aumentate di quasi il 300% a vantaggio di Claude, che registra +37% nei download nel giorno dell’ultimatum e +51% il giorno successivo, arrivando per la prima volta al vertice dell’App Store durante il fine settimana, superando ChatGPT. In rete circola anche un “prompt” che consente di salvare i propri dati e conversazioni su ChatGpt e importarle in Claude.
Sovranità digitale
La resistenza di Amodei ha assunto un significato politico oltre che aziendale. Se il Pentagono pretende disponibilità totale e una società privata insiste su confini invalicabili, la domanda non riguarda solo la tecnologia, ma la sovranità: chi stabilisce cosa è legittimo fare con un’Ai quando la sua potenza diventa parte del vantaggio militare? In assenza di un quadro condiviso, la risposta viene scritta in tempo reale da contratti, ultimatum e reazioni di massa degli utenti. E nel caso di ChatGPT contro Claude, anche dai download.
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