Magazine
16 febbraio, 2026Il riconoscimento dell’Unesco esalta gli aspetti culturali e sociali di un settore che continua a crescere. E che per il Paese, nelle giornate natalizie, restituisce a molti la dimensione dell’incontro e dell’inclusione
Il riconoscimento dell’Unesco esalta gli aspetti culturali e sociali di un settore che continua a crescere. E che per il Paese, nelle giornate natalizie, restituisce a molti la dimensione dell’incontro e dell’inclusione
Il settore agroalimentare rappresenta uno dei pilastri dell’economia italiana, con un peso rilevante in termini di occupazione, export e Prodotto interno lordo. Rappresenta oggi circa il 15 % del Pil – rapporto Ismea 2025 -, considerata l'intera filiera, dal campo alla tavola. Le esportazioni hanno raggiunto livelli record, attorno ai 70 miliardi di euro. Con oltre 900 prodotti certificati Dop/Igp/Tsg, l’eccellenza delle materie prime italiane continua a essere un fattore chiave dell’identità nazionale e dell’influenza del Made in Italy nel mondo.
Ma la cucina italiana non è soltanto un agglomerato di numeri e prodotti. È anche un linguaggio culturale, un patrimonio di gesti, saperi e convivialità che attraversa generazioni e territori. Nel 2025, la cucina italiana è stata riconosciuta patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco: un’attestazione di come il cibo e la tavola costituiscano un sistema culturale fatto di integrazione, rispetto delle materie prime, trasmissione del sapere e centralità del pasto come momento sociale.
Nel periodo natalizio, questi valori trovano la massima espressione: le feste sono il tempo delle ricette di famiglia, dei profumi che evocano ricordi, delle occasioni di incontro. A interpretare questo spirito, con una preparazione condivisa ai lettori de Le Guide de L’Espresso, è Mirko Tassin, in arte Tasso Culinario, food content creator. Il pranzo di Natale, per Tassin, non può prescindere dall’arrosto di vitello al latte. “Uno di quei piatti che profumano di casa: una ricetta della tradizione, semplice e genuina, che sa di domenica a pranzo”. La sua versione, per le feste, prevede l’aggiunta di spezie natalizie, uvetta e prugne secche, “per dare al piatto un profumo caldo e festivo, perfetto per questo periodo dell’anno”.
Ingredienti
Arrosto di vitello al latte, spezie natalizie, uvetta e prugne secche
Ingredienti (per 6 persone)
- 1 kg di arrosto di vitello
- 700 ml di latte intero
- Olio extravergine d’oliva
- 4 chiodi di garofano
- ½ stecca di cannella
- 1 anice stellato
- 2 rametti di rosmarino
- Uvetta q.b.
- Prugne secche q.b.
- Sale q.b.
- Amido di riso q.b. (facoltativo)
Procedimento
Scalda un filo d’olio extravergine d’oliva in una padella capiente. Aggiungi l’arrosto di vitello e rosolalo a fuoco vivace su tutti i lati, salando leggermente man mano che lo giri, fino a ottenere una doratura uniforme.
Sfuma direttamente con il latte, quindi unisci i chiodi di garofano, la cannella, l’anice stellato, il rosmarino e alcune foglie di salvia. Regola di sale, copri con il coperchio e lascia cuocere a fuoco dolce fino a completa cottura della carne. Se il fondo dovesse restringersi troppo, aggiungi poca acqua o brodo caldo. Una volta cotto, rimuovi l’arrosto dalla padella e lascialo raffreddare completamente. Filtra il fondo di cottura, rimettilo sul fuoco e aggiungi uvetta e prugne secche. Lascia insaporire e ridurre; se desideri una salsa più cremosa, puoi addensare con un po’ di amido di riso sciolto in acqua fredda.
Quando l’arrosto è freddo, taglialo a fette regolari, rimettilo nella padella con la salsa e scaldalo delicatamente, lasciando che si insaporisca.
Servi l’arrosto ben caldo, nappato con la sua salsa al latte aromatica e arricchita da uvetta e prugne.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Senza Eco - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 13 febbraio, è disponibile in edicola e in app



