Mobilità
11 novembre, 2025Gli obiettivi di riduzione della CO2, previsti dall’Ue per il 2030 e 2035, secondo l’Acea sono ormai irraggiungibili e continuare con l’unica soluzione delle auto elettriche “rischia di compromettere la competitività industriale e l’autonomia strategica dell’Europa”
L’Acea, l’associazione dei costruttori europei di automobili, prova ad affondare l’acceleratore per un sorpasso decisivo. L’ostacolo da superare è quello dello stop alle auto con motore termico, a partire dal 2035. Un colpo decisivo che potrebbe essere assestato già il 10 dicembre, quando è prevista la revisione del regolamento della CO2. L’obiettivo? Rivedere il bando delle motorizzazioni termiche, ammettendo anche dopo il 2035 le vetture plug-in, le ibride ricaricabili anche con la spina.
“Per l’Europa competitività industriale a rischio”
Gli obiettivi di riduzione della CO2, previsti dall’Unione europea per il 2030 e 2035, secondo l’associazione, sono ormai irraggiungibili e continuare con l’unica soluzione delle auto elettriche “rischia di compromettere la competitività industriale e l’autonomia strategica dell’Europa”.
In buona sostanza, “mentre i produttori rimangono pienamente impegnati nell'obiettivo di neutralità climatica del 2050 - si legge in un comunicato - e vedono l'elettrificazione come il percorso principale per decarbonizzare il trasporto, la realtà sul terreno si è dimostrata molto più complessa. L'ecosistema di supporto (infrastrutture, incentivi, sviluppo della catena del valore delle batterie) e la domanda dei consumatori non possono seguire il ritmo fissato dall'obiettivo di emissione dello scarico zero al 100%, anche se l'autonomia dei veicoli elettrici disponibili e più convenienti è in costante crescita”.
Le altre richieste dei costruttori
Ma la richiesta dei costruttori non si limita alla deroga delle ibride plug-in. A questa si accompagnano altre tre richieste: 1) Un maggior numero di colonnine di ricarica, meglio distribuite in Europa, e con rifornimenti veloci; 2) Riforme normative per integrare la tecnologia “vehicle-to-grid” che permette alle auto elettriche sia di prelevare energia dalla rete per ricaricare le batterie sia di restituirla alla rete stessa quando necessario; 3) Corposi incentivi alla domanda: necessari per rendere le elettriche economicamente sostenibili anche nei Paesi membri dove il potere d’acquisto è più limitato.
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