Mentre le vendite Tesla sono in calo per la prima volta da anni e le azioni della casa americana stanno andando malissimo in borsa, il nuovo problema per venditori e proprietari dei modelli elettrici prodotti da Musk si chiama “vandalismo”. L’ultimo episodio è stato registrato all’alba di oggi, lunedì 31 marzo, a Roma nella concessionaria nella zona di Torre Angela alla periferia della capitale, dove un incendio ha distrutto 17 modelli. Si indaga per risalire alle cause e, al momento nessuna pista è esclusa. Non ha dubbi, invece, Elon Musk che ha scritto su X che si tratta di “Terrorismo”. “Troppo odio ingiustificato”, attacca il vicepremier Matteo Salvini sempre su X - contro la casa automobilistica Tesla. La stagione dell'odio e delle guerre deve finire al più presto. La mia solidarietà a Musk e a tutte le lavoratrici e i lavoratori minacciati e aggrediti”. D’altronde da quando Musk è diventato uno dei maggiori collaboratori del presidente Trump, gli attacchi alle sue concessionarie si sono moltiplicati. Da semplici scritte con gli spray alle gomme tagliate fino a depositi di auto incendiati con bombe molotov.
Gli Stati Uniti e il Canada (particolarmente danneggiato dai dazi imposti dal presidente Usa) i paesi più colpiti. Proprio a Hamilton, nella provincia canadese dell’Ontario, un concessionario è stato preso di mira da un vandalo che ha graffiato e forato tutte le gomme delle 80 vetture nel deposito. A Montreal il gruppo ambientalista Last Generation Canada ha imbrattato con uno spray di vernice rosa una concessionaria mentre a Vancouver gli organizzatori di una fiera automobilistica hanno escluso la partecipazione delle Tesla proprio per evitare possibili atti di vandalismo.
Moltissimi gli atti intimidatori e di vandalismo registrati negli Usa. Anche in zone progressiste come l’Oregon dove un uomo è stato arrestato perché avrebbe tirato otto bombe molotov contro un concessionario Tesla. Stessa cosa accaduta in Colorado dove poi sui muti della concessionaria danneggiata è comparsa anche la scritta “macchine naziste”. Una forma di protesta, insomma, che sta degenerando che ha costretto anche molgti proprietari di Tesla ad attaccare sulle proprie vetture un adesivo con scritto “L’ho comprata prima che Elon uscisse di testa”.
