Mobilità
11 marzo, 2026Dacia ha centrato più di un obiettivo, diventando un fenomeno di mercato che rivali non sono riusciti a copiare. Ecco perché il nome Striker, scelto per il nuovo crossover di segmento medio, è più che azzeccato
Nella sua storia ventennale da oltre 10 milioni di veicoli venduti, Dacia ha centrato più di un obiettivo, diventando un fenomeno di mercato che rivali non sono riusciti a copiare. Ecco perché il nome Striker, scelto per il nuovo crossover di segmento medio, è più che azzeccato. Il modello, station wagon rialzata ma non troppo come su un Suv in 4,62 metri di lunghezza, è stato presentato in anteprima alle porte di Parigi insieme al nuovo piano di crescita del gruppo Renault denominato “futuREady”.
Provost presenta il piano “futuREady”
Un piano al 2030 firmato dal Ceo, François Provost, che riparte dal “Renaulution” del predecessore Luca de Meo, sviluppato e corretto in punti importanti senza tuttavia rinnegare il cambio di marcia imposto al gruppo dal manager italiano. Un tono sicuramente diverso a casa Renault da quanto avvenuto nella successione decisamente più complicata a Stellantis fra Carlos Tavares, accusato di qualsiasi errore, e Antonio Filosa. Dacia Striker, visto allo Strategy Day, sarà svelato definitivamente a giugno. Ma è stato già reso noto che la gamma comprenderà anche una versione ibrida, una versione ibrida 4x4 e una versione Gpl, con un prezzo d'ingresso sotto i 25.000 euro. Rafforzando l’offerta nel segmento C che è il cuore del mercato europeo, a fianco del Suv Bigster, il più venduto in Europa in questa fascia di mercato a privati (rivendica Dacia) nel secondo semestre dell’anno scorso.
Nel 2025 in Italia vendite in crescita del 13,1%
Il marchio è in salute, considerando che nel 2025 le vendite globali sono aumentate del 3,1% e addirittura del 13,1% in Italia. Insieme a Striker, Dacia ha annunciato di voler entrare in forze sul tema dell’elettrico dove ha tenuto fino adesso un solo modello, la citycar Spring. Entro il 2030 avrà in gamma 4 modelli a zero emissioni, il primo dei quali riguarda ancora il segmento A. Costruito sulla piattaforma RGEV Small di Renault Group e prodotto in Europa, è stato sviluppato in meno di 16 mesi (grazie alle competenze del partner cinese Geely, come è già avvenuto per la nuova Renault Twingo) e avrà un prezzo d'ingresso inferiore a 18.000 euro.
La nuova sfida sull’elettrificazione
Dacia, fin qui piaciuta molto in alcuni mercati come il nostro per la completa disponibilità di versioni anche a Gpl, promette ora di estendere l'elettrificazione “rapidamente a tutta la gamma”, per passare dall’attuale uno su quattro del venduto a due terzi. Se farà centro anche in questo, futuro assicurato.
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