Il rapporto Onu 'World Happyness' premia i Paesi scandinavi e boccia l'Italia, crollata al 45° posto, dopo Cile, Colombia e Venezuela. In fondo alla lista Togo, Benin e Centrafrica

L'Italia perde 17 posizioni in un anno e scende al 45° posto, colpita come Spagna e Grecia dalla crisi economica e dai tagli al welfare. Va male anche l'Egitto, travolto da conflitti politico-sociali e violenze, come la Siria e altri paesi del Medioriente. Vince a testa bassa il Nord Europa, con la Danimarca al primo posto, mentre gli Usa restano diciassettesimi. I passi avanti più consistenti riguardano Albania, Angola e Zimbabwe, fino a un passato recente terre di emigrazione, guerre civili o violenze politiche. A livello regionale migliorano soprattutto l'area sub-sahariana e l'America Latina.

Ecco chi sale e chi scende secondo il Rapporto 2013 sulla felicità mondiale, pubblicato dall'Onu per il secondo anno consecutivo. I criteri principali utilizzati nello studio per calcolare il benessere dei paesi sono sei: il Prodotto interno lordo, la durata media della vita, l'aver qualcuno su cui contare, la libertà di scegliere, l'assenza di corruzione e la generosità dei connazionali. «A livello globale», scrive nell'introduzione del Rapporto Jeffrey Sachs, della Columbia University e consigliere di Ban Ki-moon, «c'è una richiesta crescente che le politiche siano più allineate con quel che importa davvero alle persone, per come esse intendono ciò che le rende felici». Le classifiche sono una prima risposta. Secondo Sachs, «la misurazione e l'analisi sistematica della felicità ci possono insegnare molto su come migliorare il benessere e lo sviluppo sostenibile».

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