Tiene la birra, - 3,6 per cento, cedono ma si salvano i superalcolici, - 10,9, mentre è un’ecatombe per il vino, - 46,14, che pure vanta nel Paese una produzione più che interessante, ben 40 milioni di bottiglie all’anno. Si produce ma non si vende, e si venderà sempre meno. Dal primo luglio la catena di ipermercati Marjane, la più importante del Paese con le sue 32 grandi superfici, ha deciso di bandire dagli scaffali tutti i tipi di alcolici.
«Per favorire la presenza delle grandi famiglie», giura il consigliere delegato Mohamed Amrani, senza voler riconoscere ragioni religiose. Marjane vendeva il 50 per cento di birra e vino di tutto il Marocco, ora ha preferito seguire il cammino segnato dai supermercati Aswak Assalam, astemi da quando nel loro capitale è entrata una multinazionale saudita. Ma Marjane è di proprietà di una holding, Sni, controllata dalla famiglia reale, che così blandisce il governo Benkiran.