L'abbattimento di un jet militare russo da parte delle forze armate turche è stata «una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo». Ha usato parole molto dure il presidente russo Vladimir Putin che ha definito l'incidente un «evento che va oltre i limiti dell'ordinaria lotta contro il terrorismo».
Il jet, secondo quanto riferisce il ministero della difesa di Mosca, sarebbe stato colpito da un missile aria aria partito da un F16 dell'aviazione di Ankara nella zona di confine tra Siria e Turchia mentre conduceva operazioni contro l'Isis a nord di Latakia. Il jet era «con certezza» nello «spazio aereo siriano, sopra il territorio della Siria», ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, confermando la versione del ministero della Difesa di Mosca.
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La tensione tra i due stati è molto alta. «Se l'Isis ha questi soldi, che ammontano a decine, centinaia di milioni, forse miliardi di dollari, grazie alla vendita del petrolio, e per di più ha la protezione armata di interi stati, allora è chiaro perché si comportano in maniera così arrogante e prepotente», ha detto il presidente Vladimir Putin incontrando il re di Giordania Abdullah II a Sochi.
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La risposta di Ankara non si è fatta attendere: «In linea con le regole di ingaggio militari, le autorità turche hanno ripetutamente avvertito un velivolo che si trovava a 15 km o meno dal confine. Il velivolo non ha rispettato gli avvertimenti e ha proseguito a volare fino in Turchia. L'aviazione turca ha risposto abbattendolo», ha spiegato una fonte all'Ansa, ricordando che la Turchia aveva «reso pubbliche le regole d'ingaggio e ricordato alle controparti che ogni violazione dello spazio aereo turco avrebbe portato alle azioni previste».
Intanto, secondo quanto riferisce la tv privata Ntv, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che presiederà una riunione di sicurezza nazionale nel palazzo presidenziale di Ankara. Alla riunione dovrebbero partecipare il premier Ahmet Davutoglu, alcuni ministri, il capo di Stato maggiore, Hulusi Akar, e il leader dell'intelligence, Hakan Fidan.
Secondo quanto si è potuto ricostruire, il jet russo Su-24 è stato abbattuto intorno alle 8,20, ora italiana. Secondo i media, uno dei piloti sarebbe morto e l'altro sarebbe stato catturato dai ribelli turcomanni. Secondo altre fonti anche il secondo pilota sarebbe invece morto, colpito da fuoco da terra prima di poter atterrare con il paracadute con il quale si era lanciato dall'aereo abbattuto.
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Secondo l'esercito di Ankara sono stati due caccia F-16 a colpire il jet, che avrebbe violato lo spazio aereo turco nel distretto di Yayladag, nella provincia sudorientale di Hatay. L'abbattimento, secondo la stessa fonte, sarebbe avvenuto solo dopo che il velivolo aveva ignorato 10 avvertimenti nell'arco di 5 minuti, in base alle regole d'ingaggio.
Il ministero della Difesa russo nega però lo sconfinamento. L'aereo colpito volava a seimila metri d'altezza e sarebbe precipitato in territorio siriano nei pressi del villaggio di Yamadi, nella zona di Latakia, dove da alcuni giorni è in corso un'offensiva aerea russi e dell'esercito siriano di Bashar al Assad.
Elicotteri militari russi hanno perlustrato la zona in cerca dei piloti e dei rottami dell'aereo. L'ufficio del premier turco, Ahmet Davutoglu, ha reso noto che la Turchia si consulterà sulla situazione al confine turco-siriano con la Nato e l'Onu.