Telecomunicazioni

L'assurdo caso della tv filo-Hamas che trasmette dall'Italia

Dichiarazioni antisemite, negazionisti dell'Olocausto, l'esaltazione degli attacchi del 7 ottobre. Sono i contenuti del canale libanese Al Mayadeen TV che trasmette attraverso teleporti nel territorio italiano e sotto la nostra giurisdizione

di Alessandro Longo   12 dicembre 2023

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Dichiarazioni antisemite, negazioniste dell'Olocausto; l’atto terroristico di Hamas del 7 ottobre ai danni dei civili israeliani definito “importante atto di resistenza”. Parole di una rete tv libanese. Non stupiscono. La sorpresa arriva quando si apprende che la propaganda terroristica avviene tramite il territorio italiano e probabilmente quindi sotto la nostra giurisdizione. Ma senza alcuna autorizzazione da parte delle autorità. I filo terroristi si stanno facendo insomma beffe dell’Italia e dell’Europa.

 

È quanto si legge in un rapporto appena pubblicato dall’istituto di ricerca francese Comité Denis Diderot ed è confermato dall’autorità di regolamentazione francese Arcom e dalla sua omologa italiana Agcom (Autorità garante delle comunicazioni). L’Agcom ha risposto formalmente il 7 dicembre al Comitato, con una lettera firmata dal suo presidente Giacomo Lasorella e che L’Espresso ha potuto leggere. 

 

Il Comitato Denis Diderot è una rete internazionale di accademici, esperti e professionisti del settore audiovisivo; istituito nel marzo 2022 proprio per contribuire a ripristinare il libero flusso di informazioni, senza propaganda di guerra. Il canale libanese è Al Mayadeen TV. Trasmette in Medio Oriente, Nord Africa ed Europa attraverso due satelliti Eutelsat, multinazionale francese. Ecco perché il Comitato ha contattato in prima battuta Arcom, che ha indagato, con la stessa Eutelsat. 

 

«Le informazioni a noi comunicate da Arcom dal segretario generale del Gruppo Eutelsat hanno rivelato che il canale veniva trasmesso da due teleporti italiani - uno dei quali apparteneva a Eutelsat - a due satelliti Eutelsat (Hotbird 13G e Eutelsat 7 West A). L'Arcom ha segnalato la questione alla sua controparte italiana», Agcom. Il presidente dell'Agcom Lasorella ha confermato al Comitato che il canale non aveva presentato domanda di autorizzazione. Nella lettera annuncia anche un procedimento istruttorio. E di avere informato gli organi di polizia per verificare l'esatta ubicazione degli uplink (i teleporti che comunicano dal suolo col satellite), al fine di stabilire l'eventuale giurisdizione italiana e procedere con le misure previste dal decreto Legislativo n. 208/2021, la normativa nazionale di recepimento della direttiva 2018/1808/UE sui servizi di media audiovisivi. Violata espressamente da Al Mayadeen TV.

 

 

Il canale libanese è riuscito quindi ad aggirare la normativa di settore – e, finora, la sorveglianza delle autorità italiane – per fare disinformazione di guerra e terroristica. A quanto si legge nel rapporto: intervista regolarmente leader di varie organizzazioni terroristiche islamiste (Hezbollah, Hamas, Jihad islamica palestinese, regime Houthi in Yemen) e varie personalità che condonano il terrorismo. «In particolare, il pogrom del 7 ottobre 2023 contro la popolazione civile israeliana viene sottolineato come un importante atto di "resistenza". I crimini commessi da Hamas contro i civili vengono nascosti e i bombardamenti e l'offensiva israeliana a Gaza sono oggetto di disinformazione».

 

La propaganda è anche filo-russa: «Nel mondo arabo e tra le popolazioni di lingua araba nel mondo, i media (come questo canale libanese, Ndr) contribuiscono alla disinformazione sulla guerra di aggressione della Russia in Ucraina», si legge. «Il Comité Diderot ringrazia il Direttore Generale dell'Arcom e il Presidente dell'Agcom per aver dato seguito alla sua segnalazione. Auspica che la procedura di indagine avviata dall'Agcom sia rapida e porti al divieto di uplink da parte dei teleporti italiani e a sanzioni nei confronti dei vari operatori che non hanno rispettato la normativa».

 

Il rapporto accusa chi avrebbe dovuto garantire il rispetto delle regole e la stessa Eutelsat, «si stupisce che Eutelsat abbia accettato su uno dei suoi teleporti e su due dei suoi satelliti un canale che non ha l'autorizzazione necessaria». Il Comité Diderot chiede inoltre alle autorità di regolamentazione e agli operatori satellitari europei di redigere un registro degli uplink a canali extraeuropei dal territorio europeo. «Non è normale che il Paese di giurisdizione di questi canali, ai sensi della direttiva europea Avms (sui servizi audio visivi), non sia immediatamente identificabile e che i siti web delle autorità competenti non consentano una facile segnalazione, come invece avviene per i canali nazionali».

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