Il pessimo stato del clima globale
I prossimi 5 anni saranno caldissimi. Per l’Organizzazione meteorologica mondiale, per la prima volta nella storia le temperature supereranno di 1,5 gradi i livelli preindustriali. Non significa che supereremo per sempre la soglia stabilita dagli Accordi di Parigi, ma la situazione resta preoccupante. Secondo un aggiornamento sullo Stato del clima globale pubblicato dall’agenzia delle Nazioni Unite insieme al Met Office britannico, nel prossimo quinquennio le temperature sul pianeta potrebbero raggiungere livelli mai raggiunti prima, alimentate dalle emissioni di gas serra e dal ritorno di El Niño, il fenomeno climatico di riscaldamento periodico del pacifico tropicale.
«C’è il 66 percento di probabilità che la temperatura media annuale globale tra il 2023 e il 2027 superi di oltre 1,5 gradi i livelli preindustriali per almeno un anno. E c'è il 98 per cento di probabilità, ovvero la certezza pressoché totale, che almeno uno dei prossimi cinque anni, e il quinquennio nel suo complesso, sia il più caldo mai registrato», si legge nel tweet del OMM.
Non c’è solo il G7 di Hiroshima
È iniziato venerdì 19 maggio il meeting tra le 7 democrazie più economicamente avanzate del mondo: Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d'America, che si tiene a Hiroshima, la città natale di Fumio Kishida, il primo ministro giapponese. E il luogo in cui è avvenuto il primo attacco atomico al mondo, alla fine della seconda guerra mondiale.
Tra i temi principali affrontati durante il forum, che durerà fino a domenica, ci sono: il conflitto tra Russia e Ucraina, anche Zelenskly a sorpresa sta prendendo parte all’incontro di persona. Le crescenti minacce di Pechino contro Taiwan, l’isola che la Cina rivendica come propria. Il sostegno allo sviluppo dei paesi del sud del mondo, offrendo aiuti in materia di salute, sicurezza alimentare e infrastrutture, al fine di stringere le relazioni. Per l’Italia è presente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la quinta donna premier a partecipare a un G7.
In contemporanea al G7, a Xian, in Cina, si svolge un altro summit tra Pechino e cinque nazioni dell’Asia centrale - Kazakistan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan - a cui la Cina ha proposto un corposo piano di investimenti per rafforzare la propria presenza nell’area.
La marcia delle bandiere
È una ricorrenza annuale per gli israeliani che celebrano la «riunificazione» della città di Gerusalemme sotto il controllo dello Stato ebraico, avvenuta durante la Guerra dei sei giorni, nel giugno del 1967, con l’occupazione militare della zona Est che era sotto il controllo della Giordania. Giovedì 18 maggio, decine di migliaia di nazionalisti israeliani hanno attraversato il quartiere musulmano della Città Vecchia durante un evento che è diventato una dimostrazione di forza. Nonostante i timori che la marcia potesse innescare nuovi episodi di violenza, a pochi giorni dal cessate il fuoco tra Israele e Gaza concordato grazie alla mediazione dell’Egitto, si è conclusa senza gravi incidenti. Ma alcuni palestinesi sono stati aggrediti dai partecipanti alla manifestazione a cui erano presenti anche ministri della destra estrema al Governo, come quello della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, delle Finanze Bezalel Smotrich, la ministra dei Trasporti Miri Regev.
Grecia al voto
Domenica 21 ci saranno le elezioni politiche nel Paese oggi guidato dal primo ministro Kyriakos Mītsotakīs. Secondo i sondaggi proprio lui ha 6 punti di vantaggio sullo sfidante Aléxis Tsipras, leader del partito di sinistra Syriza. Per Mītsotakīs: «La posta in gioco delle elezioni è la stabilità del governo del paese», ma Tsipras non demorde e punta sui giovani: tra gli elettori di età compresa tra i 17 e i 45 anni, il suo partito ha un vantaggio significativo: «La partecipazione deciderà il risultato, che ora è completamente aperto», chiarisce il segretario di Syriza.
Irregolarità turche
I turchi dovranno aspettare fino al 28 maggio per sapere se l'era di Recep Tayyip Erdogan, l'uomo al potere da 20 anni in Turchia è finita. Perché durante le elezioni che si sono tenute domenica 14 maggio, né Erdogan, né il leader drell’opposizione Kemal Kilicdaroglu hanno superato la soglia del 50 per cento necessaria per vincere al primo turno. Subito, però, i partiti di opposizione, il Cumhuriyet Halk, il Partito popolare repubblicano, e il Yeşil Sol, partito della sinistra verde, hanno segnalato migliaia di irregolarità e discrepanze tra i conteggi effettuati nei seggi elettorali e quelli registrati dal Consiglio elettorale supremo.
Elezioni anticipate in Ecuador
Per evitare l’impeachment il presidente dell’Ecuador Guillermo Lasso lo scorso 17 maggio ha sciolto l'Assemblea nazionale e anticipato le elezioni. «É una decisione democratica, non solo perché è costituzionale, ma perché restituisce al popolo ecuadoriano il potere di decidere il proprio futuro nelle prossime elezioni», ha detto Lasso che sostiene che le accuse, mossegli dall’opposizione, di aver ignorato gli avvertimenti di appropriazione indebita relativi a un contratto con la compagnia di trasporto petrolifera statale Flopec, sono politicamente motivate. E hanno scatenato una crisi che minaccia la democrazia nel Paese.
Elezioni “svolta” in Thailandia
Vincono le opposizioni. I thailandesi hanno inflitto una dura sconfitta ai militari al potere da quasi un decennio durante le elezioni parlamentari della scorsa settimana. I due partiti di opposizione che hanno ottenuto la maggior parte dei voti sono pronti a negoziare un governo di coalizione. Il partito Move Forward, che richiede una profonda revisione della monarchia, è sulla buona strada per diventare la principale forza del prossimo parlamento.
Oscuri lavori part-time
Offerte vaghe ma compensi cospicui, per lavori dalla durata brevissima. Si chiamano “yami baito” in giapponese, sono offerte di lavoro part-time pubblicate sui social network più popolari attraverso cui reclutare giovani per attività che di solito sono illegali: «A chi accetta l’offerta di lavoro verrà chiesto di prendere parte a crimini. Ad esempio, potrebbe essere chiesto loro di diventare un corriere per ritirare il denaro ottenuto tramite truffa o di effettuare una rapina», dichiara a Japan Times un ex detective di Tokyo che sottolinea quanto sia diffuso in Giappone il problema del reclutamento di giovani per attività illegali tramite social network.