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1 ottobre, 2025Dal porto di Ashdod è salpata una nave della Marina di Tel Aviv, i membri a bordo annunciano "un attacco imminente". In zona avvistati incrociati rimorchiatori israeliani
La prua resta fissa verso Gaza. L’obiettivo rimane sempre lo stesso: forzare il blocco israeliano. Ma quando le 43 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla si trovano già “nella zona ad alto rischio”, a 75 miglia nautiche dalle coste della Striscia, ecco che arriva l'ultimatum del ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar: "Da ogni parte si levano voci che chiedono di fermare questa provocazione di Hamas-Sumud. Non è troppo tardi. Vi preghiamo di consegnare qualsiasi aiuto in vostro possesso in modo pacifico attraverso il porto di Cipro, la Marina di Ashkelon o qualsiasi altro porto nella zona".
La missione va avanti. E intanto, dalle prime imbarcazioni, si riescono già a vedere in lontananza - come racconta il parlamentare del Pd, Arturo Scotto, a bordo di una delle barche - le navi della Marina israeliana. Secondo quanto scrive Channel 12, prima che le imbarcazioni della Flotilla raggiungano le acque territoriali israeliane, la Marina farà annunci con altoparlanti chiedendo ai membri a bordo della missione di tornare indietro. Se non dovessero ritirarsi, verranno fermati e trasferiti in Israele. Alcune delle navi, scrive sempre il giornale israeliano, saranno confiscate mentre altre direttamente affondate.
"Quella nave là in fondo è Israele. Laggiù c'è un governo genocida; da questa parte c'è chi disarmato porta aiuti. Secondo la nostra premier sono quelli che stanno facendo questo video che mettono a rischio la pace", scrive su Facebook il capogruppo del M5S alla Camera Riccardo Ricciardi postando la foto di una nave all'orizzonte scattata dal collega Marco Croatti a bordo della dalla Flotilla.
Le minacce della scoras notte "sono l'anticipo di ciò che temiamo da tempo: il rapimento illegale da parte di Israele in acque internazionale - spiega su X David Adler, uno degli attivisti -. Ci stiamo preparando a un attacco imminente. Conosciamo le procedure. Conosciamo i protocolli. Quando saliranno a bordo delle nostre imbarcazioni non opporremo resistenza. Siamo pronti".
La diretta video
Italia e Grecia: "Israele garantisca la sicurezza della Flotilla"
"Italia e Grecia seguono attentamente gli sviluppi della Global Sumud Flotilla e si appellano alle autorità israeliane per garantire la sicurezza e l'incolumità dei partecipanti e consentire ogni azione di tutela consolare. Noi, ministri degli Affari Esteri della Repubblica Italiana e della Repubblica Ellenica, facciamo appello alle donne e agli uomini della Flottiglia affinché accettino la disponibilità offerta dal Patriarcato Latino di Gerusalemme a consegnare in sicurezza gli aiuti destinati in solidarietà ai bambini, alle donne e agli uomini di Gaza". Lo affermano in una nota congiunta i ministri degli esteri di Italia e Grecia.
Una notte ad alta tensione
Quella tra ieri - 30 settembre - e oggi è stata già una notte ad alta tensione, con alcune navi non identificate — presumibilmente, della marina israeliana — che hanno accerchiato la barca di testa della Flotilla, l’Alma, per sei minuti. “Abbiamo avuto una notte insonne, abbiamo avuto una visita dall'Iof (Forze d’occupazione Israele, ndr) — racconta un attivista tedesco in un video postato su X —. Sono venuti con una grande nave militare e altri motoscafi più piccoli, sono venuti molto vicini alle nostre imbarcazioni e a tratti hanno paralizzato i nostri sistemi di comunicazione e poi se ne sono andati”.
"Cercano di logorarci"
Lungo la rotta, al di là delle imbarcazioni, è stato avvistato anche un sommergibile israeliano in immersione. Samuel Rostol, altro attivista a bordo di una delle navi della flottiglia, ha raccontato ad Al Jazeera che quasi tutto l'equipaggio della sua nave ha trascorso la maggior parte della notte sveglio a causa di diversi motivi di disturbo che, a suo avviso, erano "ovviamente una tattica per cercare di logorarci”. Ma, ha aggiunto "le stiamo prendendo tutte con il sorriso”.
La Alpino della Marina italiana ha sospeso la navigazione a 150 miglia dalla costa
A 150 miglia da Gaza, la nave militare italiana — la Alpino — ha lanciato il suo ultimo alert e, come annunciato, ha sospeso la navigazione. Anche la Spagna, che ha mandato una fregata in zona per eventuali operazioni di soccorso, ha “fortemente” raccomandato ai membri della Gsf di non entrare nella zona di esclusione stabilita da Israele nelle acque antistanti Gaza, perché “farlo porrebbe a rischio severo la loro stessa incolumità”.
Il governo spagnolo ha evidenziato che la missione della Global Sumur “è encomiabile e legittima” ma che “la vita dei suoi componenti deve venire prima”. Un appello che suona simile a quello degli scorsi giorni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Finora rimandato al mittente dai membri della missione umanitaria, che continuano — a vele spiegate — il proprio viaggio. Anche se c’è chi, come la delegazione del Partito democratico, ha già annunciato che si fermerà quando arriverà l’alt israeliano.
Il governo preoccupato per eventuali tensioni di piazza
In Italia, le preoccupazioni del governo non sono solo per la situazione in mare ma anche per quello che potrebbe succedere nel Paese qualora l’esercito israeliano decidesse di forzare la mano. Ieri — 30 settembre — il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato i prefetti e questori di Roma, Milano, Torino, Firenze e Bologna. In vista delle manifestazioni già programmate — come quella di sabato 4 ottobre nella capitale — ma anche in vista di possibili agitazioni che scatterebbero se dovesse succedere qualcosa alla Flotilla. Le agitazioni sono già state programmate: il giorno del blocco delle imbarcazioni della missione umanitaria sono già state convocate immediatamente alcune piazze — a Milano, in piazzale Loreto, e a Roma, al Colosseo — compreso lo sciopero generale nel giorno successivo, già proclamato da Usb e Cgil.
Meloni attacca la Flotilla: "Risparmiateci lezioni di morale"
Alla preoccupazione per le piazze si aggiunge, in Italia, lo scontro politico. Con Giorgia Meloni che ieri sera ha replicato alle accuse della Flotilla. "Leggo con stupore le parole della Flotilla che mi accusa di considerare 'un pericolo' civili disarmati e navi cariche di aiuti. La verità è semplice: quegli aiuti possono essere consegnati senza rischi attraverso i canali sicuri già predisposti. Insistere nel voler forzare un blocco navale significa rendersi - consapevolmente o meno - strumenti di chi vuole far saltare ogni possibilità di un cessate il fuoco”, ha scritto la presidente del Consiglio sui suoi canali social. "Perciò risparmiateci le lezioni di morale sulla pace se il vostro obiettivo è l’escalation. E non strumentalizzate la popolazione civile di Gaza se non vi interessa davvero il loro destino”. In un precedente messaggio, criticato dai membri della missione, Meloni aveva ipotizzato che la Global Sumud Flotilla potesse mettere a rischio il piano di pace proposto da Donald Trump.
Il ministro degli Esteri israeliano: "
Le parole di Meloni sono state fatte proprie anche dal ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar. "Si ascolti il primo ministro italiano Giorgia Meloni. Gli Stati Uniti, Israele e i leader del Medio Oriente e di tutto il mondo stanno cercando di porre fine alla guerra. L'attenzione dovrebbe essere rivolta alla de-escalation, non all'orchestrazione di provocazioni, come quella della flottiglia Hamas-Sumud — ha scritto il capo della diplomazia di Tel Aviv su X —. Non è troppo tardi: ribadiamo l'appello del governo israeliano, del governo italiano e del Vaticano affinché trasferiscano pacificamente tutti gli aiuti attraverso il porto di Cipro, il porto turistico di Ashkelon o qualsiasi altro porto della regione verso Gaza”.
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