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10 novembre, 2025Ora l’intesa sul blocco che sta paralizzando gli uffici governativi da più di un mese dovrà passsare dalla Camera. Poi l’approvazione di Trump
Nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 novembre il Senato statunitense ha compiuto il primo passo verso la fine dello shutdown più lungo nella storia del Paese, che dura ormai da 40 giorni: fondamentale la decisione di un gruppo di democratici che ha votato insieme ai repubblicani per l'approvazione della legge di Bilancio. Nonostante le indicazioni contrarie dei vertici del proprio partito, infatti, otto senatori democratici hanno detto sì alla fine del blocco delle spese federali.
I 60 voti favorevoli - contro i 40 contrari -, hanno così aperto la strada con un primo accordo procedurale, che però adesso dovrà ottenere l'approvazione della Camera - dove non è detto che incontri il favore dei Dem - per poi essere firmato dal presidente Donald Trump. Solo alla fine di questo procedimento si potrà porre fine allo shutdown e riaprire gli uffici del governo.
Gli otto senatori del gruppo democratico che hanno votato a favore della misura, sono al momento oggetto di un’ondata di insulti da parte di elettori e utenti dei social network. "Venduti", "siete senza spina dorsale", o ancora "vergogna" sono solo alcuni dei commenti che hanno affollato gli account dei "traditori".
Tra le altre cose, nell'intesa è prevista una risoluzione per finanziare le agenzie federali ai livelli di spesa attuali fino al 30 gennaio. Il blocco, iniziato il 1 ottobre, ha significato finora lasciare centinaia di migliaia di dipendenti federali in congedo, circa 42 milioni di americani a rischio di perdere gli aiuti alimentari e altri milioni alle prese con interruzioni dei viaggi aerei.
"Sembra che ci stiamo avvicinando alla fine dello shutdown. Lo saprete molto presto”, ha detto Trump rientrando alla Casa Bianca dopo un weekend in Florida.
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