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13 novembre, 2025Con 222 voti a favore e 209 contrari, dopo il Senato anche la Camera ha dato il via libera (con il contributo di sei democratici) al testo che sblocca le attività che dipendono dal governo federale, a partire dal trasporto aereo. Ma l'intesa è fino a fine gennaio (e potrebbe tornare il rischio stallo)
Con la firma da parte di Donald Trump del provvedimento approvato dal Congresso, finisce lo shutdown più lungo nella storia degli Stati Uniti. Dopo 43 giorni di caos, quindi, il Paese si prepara a tornare alla normalità, con le attività dipendenti dal governo federale — a partire dal traffico aereo — che ora possono ripartire.
L’accordo e il voto al Congresso
Il testo legislativo alla Camera è stato approvato con 222 voti a favore e 209 contrari alla Camera dei Rappresentanti. Il Senato, in precedenza, aveva dato il via libera con una maggioranza di 60 a 40, grazie a alla convergenza, oltre che di quasi tutti i repubblicani, anche di otto senatori democratici hanno votato a favore dell’intesa. Il provvedimento prevede il finanziamento del governo fino al 30 gennaio 2026, garantendo la riapertura delle attività statali sospese. Allo stesso tempo, però, non sono stati inclusi nell’accordo alcuni punti chiave richiesti dai democratici, in particolare l’estensione dei sussidi previsti dalla riforma sanitaria nota come Affordable Care Act (Obamacare). È solo stata stabilita la promessa di un voto entro dicembre sul tema, senza alcuna garanzia formale.
Le ragioni del blocco e le conseguenze
Firmando il provvedimento, Trump ha ringraziato i leader del Congresso e ha dichiarato che “non si deve più ripetere” un simile blocco. L’amministrazione ha sottolineato che la ripresa delle attività governative è già in atto, sebbene il ritorno alla piena operatività richiederà tempo, specialmente in settori colpiti duramente come l’aviazione civile.
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